risparmio gestito

A luglio positiva per 4 miliardi la raccolta dei gestori

Il patrimonio complessivo del settore ha toccato il nuovo record storico portandosi a quota 2.237 miliardi. I mandati istituzionali affidati a Poste Italiane (3 miliardi) e al gruppo Intesa Sanpaolo hanno spinto l’intero settore (1,2 miliardi). Per i fondi comuni il risultato negativo per 703 milioni

di Isabella Della Valle


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2' di lettura

Le gestioni di portafoglio spingono l’industria del risparmio gestito che ha archiviato luglio con una raccolta netta positiva per oltre 4 miliardi, in netto miglioramento rispetto agli 1,5 miliardi di giugno. Ma questa volta il risultato è stato ottenuto quasi esclusivamente grazie al buon andamento dei portafogli istituzionali, mentre il mese precedente la spinta era arrivata dal comparto dei fondi comuni che avevano contribuito con 2,2 miliardi.

A luglio grazie ai mandati istituzionali sono stati incassati ben 4,4 miliardi, riconducibili soprattutto a Poste Italiane, che ha registrato su questi prodotti un saldo per 3,1 miliardi, e dal gruppo Intesa Sanpaolo in attivo sul segmento per 1,2 miliardi. I due gruppi sono inoltre quelli che hanno registrato il miglior dato mensile di raccolta a livello globale dell’intero comparto. Deludente, invece, l’andamento delle gestioni collettive che hanno chiuso i battenti con i conti in rosso per 599 milioni. In questo caso a tirare giù il settore sono stati i fondi aperti con un deficit pari a 703 milioni. In crescita , invece, il patrimonio totale, arrivato a quota 2.236,6 miliardi, una cifra che rappresenta un nuovo record storico. Il 51% delle masse fa capo alle gestioni di portafoglio, mentre il restante 49 a quelle collettive.

I fondi comuni

Per quanto riguarda il segmento dei fondi aperti, da segnalare il dato degli azionari, tornati in attivo per 143 milioni (-454 a giugno). Conti in attivo anche per i bilanciati (761 milioni), mentre sono negative tutte le altre tipologie, compresi gli obbligazionari, passati dal risultato positivo per 1,2 miliardi registrato il mese precedente agli attuali -110 milioni. Pollice verso anche per i flessibili che hanno perso più di tutti: - 883 milioni. A livello di sistema, i prodotti di diritto estero hanno portato a casa 184 milioni, contro i -887 di quelli tricolore.

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