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A Ma Group il restauro dei treni storici del gruppo Lvmh

Nelle officine toscane di Collesalvetti le attività di ripristino carrozze del mitico Orient Express

di Marco Morino

I punti chiave

  • Le officine di Collesalvetti (Livorno)
  • Chi è Ma Group Ferroviaria
  • L’Orient Express

3' di lettura

Venice Simplon-Orient-Express: basta il nome per evocare un mito del passato, un treno leggendario, la cui epoca d’oro risale agli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Un treno di lusso impresso nella memoria collettiva anche per il celebre romanzo di Agatha Christie (Assassinio sull’Orient Express) che vede protagonista il detective belga Hercule Poirot. Oggi, il Venice Simplon-Orient-Express è un servizio di treni privati di lusso che viaggiano tra Londra, Parigi, Venezia e altre città (Vienna, Praga, Budapest, Istanbul).

Le officine di Collesalvetti (Livorno)

Il gruppo Lvmh, con il marchio Belmond, possiede la licenza della tratta Venice Simplon-Orient-Express. Tra l’altro Belmond e la famiglia Cipriani hanno appena annunciato di avere raggiunto un accordo che mette fine a ogni contenzioso tra le due parti riguardante la proprietà intellettuale. Questi procedimenti legali risalgono a molti anni fa, ben prima dell'acquisizione di Belmond da parte di Lvmh.

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Ora Lvmh ha affidato a Ma Group Ferroviaria l’incarico di restaurare le 18 carrozze dello storico treno che risalgono proprio agli anni Venti e Trenta. L’attività di ripristino si svolge presso le officine Mida di Collesalvetti (Livorno), con personale Ma Group. Una commessa da oltre 40 milioni di euro. Un valore ben superiore al fatturato dell’azienda.

Ma Group Ferroviaria è un’eccellenza italiana specializzata nella manutenzione di treni e carrozze, alle quali nel tempo si è aggiunta anche l’attività di restauro: tra i suoi clienti ci sono Alstom, Hitachi, Trenitalia, Knorr-Bremse e Fondazione Fs con i suoi convogli d’epoca.

Il restauro dell'Orient Express a Collesalvetti

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Tra l’altro, proprio Fondazione Fs ha affidato nelle scorse settimane a Ma Group l’incarico di restaurare, sempre nelle officine di Collesalvetti, 8 carrozze Centoporte degli anni Venti con sedili in legno destinate agli itinerari storici proposti dal Gruppo Fs per rilanciare il turismo lento e sostenibile, anche con i fondi resi disponibili dal Pnrr (la commessa Fs vale circa 2 milioni di euro).

Osserva Luigi Cantamessa, direttore di Fondazione Fs Italiane: «Queste carrozze hanno fatto la storia della tecnica ferroviaria e anche il costume degli italiani e delle Ferrovie dello Stato. Mai come in questo periodo il turismo ferroviario di prossimità, colto, lento e in grado di mostrare la parte più bella dei nostri territori, è tornato di attualità. La domanda c’è, le richieste sono in continua crescita e i ministeri della Cultura e del Turismo sostengono la Fondazione Fs in questa grande sfida».

Chi è Ma Group Ferroviaria

Ma torniamo a Ma Group. Il tratto distintivo dell’azienda è l’artigianalità manutentiva trasformata in attività industriale. Con numeri di tutto rispetto. La società ha chiuso il 2022 con ricavi per circa 28 milioni di euro, in costante crescita rispetto ai 23 milioni del 2021 e soprattutto rispetto ai 13 milioni dell’anno 2020. L’aumento del fatturato è stato seguito di pari passo da quello dell’occupazione: dai 200 addetti circa dell’anno 2020 si è passati agli attuali 410. Ma presto ci saranno altre assunzioni.

Dice Gianpaolo Pranzetti, direttore generale di Ma Group: «Entro metà anno prevediamo di assumere circa 150 persone, abbiamo altri progetti che si concretizzeranno a breve e servirà altra forza lavoro. Oltre alle officine in Toscana, servirà manodopera anche nelle officine di Brindisi dove, in questo momento, stiamo lavorando sulle carrozze del Treno della Dolce Vita (un altro progetto di Fs per il turismo ferroviario, ndr)». Il portafoglio ordini di Ma Group è di circa 140 milioni di euro per i prossimi tre anni.

L’Orient Express

Poi Pranzetti si focalizza sull’Orient Express: «Da qualche anno, dopo aver solo fatto lavori manutentivi, abbiamo cominciato a realizzare per questo convoglio anche diversi ammodernamenti e modifiche tecnologiche per rendere più confortevole il viaggio, riuscendo a non impattare esteticamente sul design originale del treno. Tra le realizzazioni più importanti, c’è l’installazione dell’impianto di aria condizionata su tutto il treno, con dei risultati notevoli ma invisibili agli occhi del viaggiatore. Era proprio questa la sfida più difficile - spiega ancora il direttore generale -: aggiungere elementi di estremo comfort, di lusso e tecnologici su carrozze costruite 100 anni fa, senza modificarne l’aspetto, conservando tutti i minimi dettagli, proprio come negli anni Venti».

Un mercato, quello dei viaggi di lusso sui binari, che oggi vede aumentare sempre più la domanda. E tra gli effetti positivi, questo mercato ha dato anche una spinta allo sviluppo e all’occupazione dell’industria ferroviaria nazionale.

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