ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLAVORO

Lavoro: a maggio più occupati, spinti da partite Iva e stagionali

Sull’anno la fotografia resta in chiaro scuro: il numero di occupati sale di 92mila unità, e qui a crescere sono di più le donne e i contratti stabili. Quanto all’età si conferma il boom di occupati senior e il crollo di quelli tra i 35 e i 49 anni

di Claudio Tucci


Oltre 1,1 milioni famiglie senza lavoro ne' pensione

2' di lettura

A maggio l’Istat conta 67mila occupati in più rispetto ad aprile. È un primo balzo in avanti, dopo un periodo di stabilità del mercato del lavoro. Il numero di disoccupati scende di 51mila unità, sempre sul mese, gli inattivi salgono di 4mila unità. Il tasso di occupazione raggiunge il livello più elevato al 59 per cento, quello di disoccupazione cala sotto la soglia psicologica del 10 per cento (9,9 per cento).

GUARDA IL VIDEO - Oltre 1,1 milioni famiglie senza lavoro né pensione

Ma come sono composti i 67mila occupati in più? Se guardiamo la tipologia negoziale di assunzione, si evince come oltre la metà di nuovi ingressi siano lavoratori autonomi (partite Iva) e contratti a termine, probabilmente, questi ultimi, spinti dalla stagionalità (ad aprile maggio si programmano le assunzioni estive) e dalle numerose deroghe al decreto dignità operate attraverso la contrattazione (in primis quella di prossimità ex articolo 8 della manovra Sacconi).

Su 67mila posti in più quelli permanenti sono 27mila, ancora quindi non la maggioranza (nonostante, qui ci aiuta il dato Inps, il boom di stabilizzazioni prodotto sempre dal decreto dignità). Se guardiamo poi al genere, 66mila occupati in più sono uomini, mille soli sono donne. Per le donne cresce la quota di inattività sul mese, quindi c’è qualche scoraggiata in più.

Se guardiamo ancora alle classi di età, emerge come i 67mila posti in più siano quasi tutti lavoratori senior, over 50, più qualche giovane (+12mila occupati). Il tasso di disoccupazione giovanile scende al 30,5 per cento. Per la fascia d’età 35-49 anni la situazione resta difficile: il numero di occupati cala di 34mila unità, qui si scontano le tanti crisi aziendali ancora in corso e in cerca di definizione. La Cigs sono infatti mesi che cresce, e anche le domande di Naspi.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti