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A maggio si tinge di rosso la raccolta dei fondi comuni

Dopo più di due anni di saldi positivi i conti sono andati in territorio negativo per 370 milioni. A livello complessivo l’industria ha registrato un deficit di 1,3 miliardi. In rallentamento anche il patrimonio sceso a 2.394 miliardi

di Isabella Della Valle

(Who is Danny - stock.adobe.com)

2' di lettura

Dopo oltre due anni di raccolta costantemente positiva, i fondi comuni a maggio hanno segnato il passo. Il pesante clima di volatilità che si è riversato sui mercati questa volta ha avuto la meglio sulla raccolta (soprattutto su quella dei prodotti obbligazionari), tornata in territorio negativo per 370 milioni. Positivi, invece, i fondi chiusi che hanno incassato 330 milioni.I fondi aperti dalla pandemia in avanti hanno sempre mantenuto la barra dritta, ma le continue variabili negative che giorno dopo giorno si aggiungono a uno scenario già non molto roseo hanno messo un freno alla crescita del settore. Una pausa che potrebbe comunque essere temporanea e quindi non tale da evidenziare per il momento un’inversione di tendenza. A livello complessivo l’industria del risparmio gestito ha archiviato il bilancio mensile con i conti in rosso per 1,3 miliardi (+7,7 miliardi da gennaio), mentre il patrimonio totale, per effetto combinato dei deflussi e delle performance di mercato è sceso a 2.394 miliardi con un calo dell’1,2 per cento. È comunque aumentata al 53,1% la percentuale delle masse che fanno capo alle gestioni collettive (fondi aperti e chiusi), mentre il restante 46,9% è affidata a quelle di portafoglio (mandati, gpf e gpm) che hanno registrato un saldo di raccolta negativo per 1,2 miliardi (in miglioramento rispetto ai -3,7 persi il mese precedente grazie alleee Gpf in attivo per 335 milioni).

I fondi comuni

Nonostante la battuta d’arresto di maggio (il segno meno non si vedeva dal marzo del 2020), i fondi comuni da inizio anno viaggiano con una raccolta positiva per poco meno di 14 miliardi alla quale i fondi azionari hanno contribuito per oltre 14 miliardi, compensando i deflussi dagli obbligazionari (-11 miliardi). E sono proprio i prodotti specializzati sull’equity ad aver registrato il dato più degno di nota a maggio: a fronte di un calo generalizzato delle borse, questa tipologia il mese scorso oltre ad aver regitrato un risultato molto positivo (2,5 miliardi) ha anche migliorato le posizioni rispetto ad aprile (2,2 miliardi). Nello stesso periodo i bilanciati pur rimanendo in attivo, hanno dimezzato il saldo (sono passati da 1,2 miliardi a 608 milioni) e così hanno fatto anche i prodotti monetari a (da 413 a 190 milioni). Hanno decisamente peggiorato l’andamento gli obbligazionari in rosso per 3,3 miliardi ed è tornato in passivo il risultato dei flessibili (- 394 milioni).

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Le società

Tra i protagonisti del settore, positivi i conti del gruppo Generali che attraverso i fondi aperti ha incassato 669 milioni, ma il bilancio è ampiamente in attivo anche Deutsche Bank, Mediolanum e Arca nelle cui casse sono entrati rispettivamente 497, 316 e 206 milioni. Negativi invece, i dati di intesa Sanpaolo (-2,2 miliardi), di Amundi (-914 milioni) e di Poste Italiane (-638 milioni).

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