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A Marcianise la filiera dei dispositivi di protezione

gruppo Raccioppoli ha investito 5 milioni per dotarsi di nuove tecnologie

di Vera Viola

gruppo Raccioppoli ha investito 5 milioni per dotarsi di nuove tecnologie


3' di lettura

La nuova Erreplast, azienda dell’area industriale di Marcianise, in provincia di Caserta, ha avviato una significativa conversione industriale: a inizio novembre, taglierà il nastro di un nuovo impianto per la produzione del “meltblown”, materiale filtrante, necessario per la produzione di tutti i dispositivi di protezione individuale. Tale materiale finora in Italia viene prodotto in piccole quantità, non viene prodotto ancora nel Mezzogiorno, cosicchè il meltblown viene necessariamente importato, per lo più dalla Cina.

L’investimento da 5 milioni è partito nei mesi del lockdown, quando si registrava in Italia una forte domanda di mascherine e una limitatissima offerta. Il gruppo Raccioppoli, già presente a Marcianise con un’azienda che produce packaging per food e per abbigliamento, di fronte all’improvviso calo di domanda soprattutto per il settore moda, ha deciso di convertire parte degli impianti per dare risposte alla emergenza e alla forte domanda di dpi.

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Da giugno è partita la produzione di mascherine chirurgiche e a distanza di poco anche di quelle FFP2. In tre mesi la nuova Erreplast ha raggiunto la produzione di 5 milioni mascherine che distribuisce in Italia.

Ma non contenti di questa prima esperienza, i vertici della società campana hanno voluto fare un passo in avanti dotandosi di nuove tecnologie per evitare di dover importare dalla Cina il materiale filtrante meltblown e produrlo in casa, per sè stessi e successivamente anche per il mercato.

«Abbiamo acquistato un estrusore, costruito da una azienda italiana della provincia di Varese che ne produce e per lo più li esporta - dice Domenico Raccioppoli, ad della Nuova Erreplast –Con l’installazione e il conseguente avvio delle nuove linee saremo i primi produttori di materia prima per Dpi nel Mezzogiorno e tra i pochi in Italia. Ciò ci consentirà di produrre materiale per realizzare 1,8 milioni di mascherine al giorno e di ampliare i mercati di riferimento».

Un investimento che consente di produrre anche indumenti medicali protettivi, come camici, cuffie, copriscarpe, lenzuola, coperture per impianti serricoli, pannolini ed assorbenti, membrane traspiranti. Insomma, in pochi mesi, mentre la crisi ha messo in ginocchio l’economia, colpendo duramente anche il tessuto industriale del Mezzogiorno, Raccioppoli ha attuato una profonda conversione e trasformazione industriale. Riuscendo in questo modo non solo a resistere alla crisi, ma anche a crescere. Il gruppo infatti, che nel 2019 ha realizzato un fatturato di 27 milioni circa, nel 2020, a giugno, ha realizzato una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2019, che si è rafforzata con +15% a fine settembre.

Traguardo raggiunto soprattutto grazie alla flessibilità propria delle piccole imprese italiane, ma anche grazie alla grande attenzione alle innovazioni di processo e di prodotto. Una delle innovazioni riguarda anche la clean room in cui, con l’avvio del nuovo estrusore, verrà realizzata l'intera produzione.

Oggi la Nuova Erreplast conta un organico di circa 80 dipendenti e si appresta a breve ad assumere altre dieci persone, in diversi comparti aziendali: il gruppo Raccioppoli è composto da quattro aziende che coprono l’intera filiera e produrranno dalla materia prima al prodotto finito e si occuperanno anche di confezionamento e consegna.

Inoltre, è stato realizzato un altro importante investimento nell’area “storica”, dedicata al Food Packaging: in questo caso, con un impegno di 2,5 milioni, è stato acquistato e installato un nuovo impianto che consentirà di incrementare notevolmente la produzione di film, raggiungendo una capacità produttiva totale di circa 18 milioni di metri lineari stampati al mese.

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