Previdenza

A marzo assegni pensionistici adeguati a inflazione e nuova Irpef

di Fabio Venanzi

2' di lettura

Lieve incremento degli importi per le pensioni in pagamento da oggi, che saranno adeguate al tasso di inflazione dell’1,70 per cento. Con la circolare 33/2022, l’Inps ha comunicato l’adeguamento del tasso con la corresponsione dei relativi arretrati da gennaio 2022, ove spettanti.

Infatti, in sede di rinnovo delle pensioni per il 2022, l’istituto aveva utilizzato una percentuale “provvisoria” pari all’1,60 per cento. In realtà, l’inflazione effettiva del 2021, da applicarsi definitivamente per il 2022, sarà pari all’1,90% ma il conguaglio (0,20%) sarà attribuito in sede di perequazione per il 2023. Sono stati aggiornati, per il 2022, anche i limiti di reddito per la riduzione delle pensioni ai superstiti, nonché il massimale della retribuzione pensionabile applicabile ai soggetti contributivi puri.

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La modifica delle aliquote e delle detrazioni fiscali ha comportato un ricalcolo delle stesse, con l’attribuzione dei relativi conguagli, a decorrere dal 1° gennaio 2022. Le aliquote “fisse” o “marginali” richieste dai pensionati – che normalmente possiedono altri redditi e quindi richiedono un prelievo fiscale in modo maggiore e differente rispetto agli scaglioni previsti, sono state attribuite scegliendo l’aliquota inferiore più prossima, qualora quella richiesta non fosse più vigente.

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali, sulla rata di questo mese l’istituto continuerà a riconoscere quelle per ciascun figlio di età non inferiore a 21 anni, mentre revocherà le maggiorazioni previste per i figli inabili nonché quelle per i figli minori di tre anni. Inoltre, non riconoscerà le maggiorazioni delle detrazioni previste per i nuclei con più di tre figli e le ulteriori detrazioni pari a 1.200 euro in presenza di almeno 4 figli a carico.

Per i figli che compiranno i 21 anni di età dal mese di aprile 2022, gli interessati dovranno presentare una nuova istanza, attraverso i servizi online.

L’avvio dell’assegno unico e universale comporta la cessazione, sempre da oggi, dell’assegno per il nucleo familiare e gli assegni familiari riferiti ai nuclei con figli e orfanili, per i quali subentra il nuovo assegno. I vecchi assegni familiari e le relative maggiorazioni saranno corrisposti per i mesi di gennaio e febbraio 2022, mentre continueranno a essere erogati, anche per i periodi successivi, ai nuclei composti da soli coniugi e con eventuali fratelli, sorelle e nipoti, di età inferiore a 18 anni oppure, senza limiti di età, qualora si trovino nell’assoluta permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro, nel caso in cui siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano diritto a pensione per superstiti.

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