Risparmio gestito

A marzo i fondi spingono sull’acceleratore e portano la raccolta a 9 miliardi

Il saldo di questi prodotti è stato di 7,5 miliardi e il maggior contributo è arrivato dagli azionari (3 miliardi). Patrimonio a quota 2.446 miliardi

di Isabella Della Valle

2' di lettura

Fondi comuni con il turbo a marzo; con una raccolta di 7,5 miliardi hanno portato il saldo complessivo dell’industria del risparmio gestito poco sotto 9 miliardi ( più del triplo rispetto a febbraio), mentre il patrimonio ha segnato un nuovo record a quota 2.446 miliardi. Un dato di raccolta così non si vedeva dal giugno 2017. Ma la cosa più importante da segnalare nelle statistiche diffuse da Assogestioni è l’appeal che continuano a esercitare i prodotti azionari, ancora spinti dal clima favorevole che ha caratterizzato i mercati e la cui impostazione sembra essere ulteriormente rafforzata dall’accelerazione dei piani vaccinali e dai presupposti per tornare alla normalità. La condizione irrinunciabile per far ripartire a pieno ritmo le aziende di tutti i settori - non solo quelli favoriti dalla situazione congiunturale - e quindi l’economia. Marzo è comunque stato positivo anche per le gestioni di portafoglio che hanno riagguantato l’attivo, grazie a quelle indirizzate al pubblico retail (oltre un miliardo), e hanno archiviato il mese con un saldo positivo per 1,2 miliardi. Questi ultimi risultati hanno portato l’industria dell’asset management italiano a viaggiare con una raccolta di 23,5 miliardi da inizio anno; di questi 15 arrivano dalle gestioni collettive e 8,5 da quelle di portafoglio.

I fondi comuni

E così con un bottino da circa 3 miliardi gli azionari sono stati i campioni di raccolta e, anche se il dato è inferiore rispetto ai 3,9 incassati a febbraio il trend per ora è confermato. Ma il mese scorso si sono messi in evidenza anche gli obbligazionari tornati in territorio positivo con un saldo 1,3 miliardi. Il dato è particolarmente interessante perchè ha ampiamente compensato il deficit di 237 milioni accusato il mese precedente. Copione analogo anche per i monetari per i quali nelle cui casse sono entrati 1,4 miliardi (-1,5 miliardi a febbraio). Queste cifre mostrano un sostanziale bilanciamento nelle scelte degli investitori perchè il dato di raccolta questa volta si è spalmato in maniera abbastanza equilibrata sulle principali tipologie, anche se nel primo trimestre 2021 sono gli azionari a tenere le redini del sistema. In termini di domiciliazione, infine, in attivo il dato dei fondi di diritto italiano (639 milioni) anche se ancora molto distante da quello degli esteri (6,8 miliardi).

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Le società

Tra i protagonisti del mercato a marzo è Amundi con 2 miliardi a guidare la classifica delle società che hanno incassato di più seguita a breve distanza da Intesa Sanpaolo in attivo per 1,5 miliardi. Più distante il risultato di Poste (844 milioni), di Jp Morgan (601 milioni) e Azimut (522 milioni). Per tutte le società di vertice sono stati i fondi aperti a portare il maggior contributo, mentre per Poste l’attenzione si è concentrata sui mandati istituzionali. Tra le fila delle società che invece hanno chiuso il bilancio mensile con i conti in rosso ci sono State Street Global Advisor (-226 milioni), Kairos Partners (-173 milioni) e Franklin Templeton (-162 milioni).

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