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A Matera si accende la prima antenna 5G

di Gianni Rusconi

4' di lettura

L'obiettivo è ambizioso: estendere entro fine anno la copertura 5G fino al 75% dell'area urbana di Bari e Matera. L'annuncio dato a braccetto da TIM, Fastweb e Huawei al Mobile World Congress è di quelli importanti per lo sviluppo della rete mobile di quinta generazione in Italia. E lo è per diversi motivi. Il primo riguarda l'avvenuta accensione (a Matera, in via Carlo Levi) della prima antenna 5G sul territorio, in anticipo di circa un mese sui tempi previsti al momento del lancio del progetto. Le sperimentazioni promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico (una in corso a Milano, con Vodafone, e le altre a L'Aquila e Prato con Wind Tre e Open Fiber) escono quindi dai laboratori e diventano best practice reali. La connessione dati 5G è stata realizzata sulla banda di frequenze a 3.7-3.8 GHz messe a disposizione dal Mise e ha registrato, nel corso dei test delle ultime settimane, la velocità record di 3 Gigabit al secondo, con tempi di latenza radio dell'ordine dei due millisecondi. Prestazioni “monstre” che probabilmente non saranno mantenute sul campo ma siamo comunque in presenza, come hanno assicurato Giovanni Ferigo, executive Vp Technology di TIM, e Andrea Lasagna, Technology Officer di Fastweb, “di un progetto di grandissimo valore, perché nasce attraverso la condivisione dello spettro su un'unica rete”. Gli investimenti sono di grande rilievo, parliamo di 600/700 milioni di euro (l'indicazione è del manager di TIM), e il fatto che due operatori abbiano deciso di lavorare fianco a fianco in un'ottica di standardizzazione “è particolarmente importante nell'anno in cui saranno assegnate le frequenze per le nuove reti 5G”.

Nello specifico, a Matera è stato installato un apparato dotato di tecnologia “Massive-Mimo”, ovvero sia un'antenna capace di gestire contemporaneamente decine di segnali radio in entrata e in uscita e in grado di adattarsi dinamicamente alla posizione dei singoli utenti e alla domanda di traffico dati. L'antenna in questione, che sarà collegata alla rete fissa in fibra ottica, è stata sviluppata da Huawei. Dal Ceo della filiale italiana del colosso cinese, Thomas Miao, arriva in proposito la conferma che “entro i prossimi mesi verrà completato il rilascio commerciale dell'infrastruttura di rete, ponendo le basi per accogliere, a partire dal 2019, i nostri primi smartphone compatibili con le reti di quinta generazione”. Lo sviluppo del progetto prevede investimenti per 60 milioni di euro in quattro anni (tre quarti dei quali messi sul tavolo dalle tre aziende project-leader e i restanti 15 milioni dagli altri 50 partner coinvolti) e toccherà diversi ambiti di applicazione, dal turismo alla sanità passando per la logistica e i trasporti (il porto di Bari sarà direttamente interessato da alcune soluzioni) e le smart city. Quelli in cantiere sono essenzialmente progetti B2B, sottolinea in proposito Ferigo, “e tutto lo sviluppo del 5G sarà focalizzato su mirati business case. Non dobbiamo pensare a una copertura massiva del territorio con i servizi mobili di quinta generazione, si aumenteranno le prestazioni attuali in una logica di hot spot e si darà continuità ancora per diversi anni all'evoluzione delle reti 4G Lte, che andranno a soddisfare il 90% della domanda di servizi di massa”. I benefici che il 5G porterà in dote, in ogni caso, saranno tangibili anche agli occhi di consumatori e cittadini. Un esempio? A Matera, nominata Città della Cultura per il 2019, la presenza delle nuove reti mobili ultraveloci abiliterà applicazioni di realtà aumentata e virtuale (attraverso visori e terminali mobili dedicati) per i turisti che raggiungeranno la città lucana, offrendo loro esperienze di visita realmente immersive anche di luoghi fisicamente inaccessibili. E non solo. Il 5G entrerà in gioco anche per soluzioni di sicurezza pubblica, attraverso sistemi di riconoscimento facciale che invieranno i dati in tempo reale per l'accesso a determinati luoghi. La corsa verso il futuro è realmente iniziata, e per una volta è partita (anche) dal Sud.
Resta il fatto che non assisteremo a una diffusione a pioggia del 5G, bensì a progetti mirati. Ne è convinto Paolo Campoli, capo del business Service Provider di Cisco per il Sud Europa, che non a caso plaude all'intervento del Mise per le sperimentazioni – “progetti di sviluppo ad ampio raggio e non solo di matrice tecnologica” – delineando quella che può essere la vera sfida: “portare sul mercato i benefici dei test in una logica di ecosistema e partenariato, rispetto a un modello di digitalizzazione di riferimento, creando una piattaforma condivisa in grado di generare opportunità di innovazione, così come lo poteva essere negli anni '90 il progetto Socrate per la cablatura in fibra ottica del Paese”. Quel progetto è fallito, anche per mancanza di governance, e questa è una virtù che proprio non può mancare nei piani di sviluppo attuali. Sul fronte 5G, del resto, ci stanno lavorando in parecchi. Ericsson, TIM e Comau, sempre al Mobile World Congress, hanno dimostrato i benefici in campo manifatturiero della cloud robotics e della virtualizzazione industriale basata sulle nuove reti quale primo risultato ottenuto dalla sperimentazione avviata un anno fa nell'ambito del programma “5G for Italy” (cui partecipa anche la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa). Un ambito di applicazione è anche l'agricoltura di precisione per la riduzione degli sprechi di acqua, con la sensoristica incaricata della raccolta dei dati e il 5G dell'iperconnettività sicura della trasmissione delle informazioni nella nuvola. E non solo. L'innovazione che porta in dote l'ultrabroadband mobile in scala di gigabit si tradurrà per esempio nella copertura 5G di corridoi aerei per gestire i droni adibiti al controllo del territorio (Cisco sta lavorando a un progetto di questo tipo con una startup incubata da TIM Working Capital) o nell'utilizzo di visori di realtà aumentata per la manutenzione degli impianti, attraverso soluzioni che distribuiscono intelligenza sui sistemi remoti, nel cloud, sfruttando la velocità e la banda larghissima delle nuove reti. C'è una (nuova) rivoluzione alle porte, sfruttarla nel migliore dei modi possibili è una sorta di imperativo. Per tutti.

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