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A Milano il pranzo della domenica si fa in hotel

di Sara Magro

2' di lettura

Il pranzo della domenica è una tradizione che appartiene alla cultura italiana, ben radicata e spesso tralasciata per un'organizzazione famigliare più dinamica, a parte i sacri appuntamenti del 25 dicembre e della domenica di Pasqua. Negli ultimi dieci anni si preferisce il brunch, un po’ colazione, un po’ pranzo, “spiluccamento” ininterrotto tra il risveglio posticipato e la merenda, con spremute, pancake, salsicce, risotti, in un susseguirsi di pietanze a noi piuttosto inusuale. Eppure il pranzo del giorno di festa è una parentesi da valorizzare, nella cornice e con gli ingredienti appropriati. Circostanza favorita da alcuni alberghi milanesi di lusso, con cucine stellate, sale da pranzo accoglienti e menu che si ispirano al Cucchiaio d’Argento più che al confuso mix a stelle e strisce. Ecco tre posti, provati e da riprovare.

Mandarin Oriental Milan
Innanzitutto la cornice: la sala optical del bar. Luci ben studiate, tavolini in marmo attorniati da comode poltrone e divani pieni di cuscini. Il pianoforte a coda, un Libertango, qualche brano jazz. Ma il bello arriva con i primi piatti. Il menu è pensato da Antonio Guida, due stelle Michelin meritate e qui applicate alla cucina che tutti conosciamo e amiamo: vitello tonnato con capperi croccanti, crema di fave, puntarelle e calamaretti; cannelloni farciti di vitello e risotto alle erbe e squacquerone; coscia di pollo farcita con quinoa e verdure; e una selezione di dolci al carrello con tiramisù, zuppa inglese e cheesecake ai frutti di bosco. La cosa bella: eliminati nomi inutili, eliminati gli impiattamenti arzigogolati. Arrivano vassoi di portata da cui ognuno si serve a piacimento. Proprio come a casa. Menu “A Tavola”: 70 €, 85€ con abbinamento vini. www.mandarinoriental.com/milan/la-scala/luxury-hotel

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Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel
Il nome del menu “La domenica italiana” dichiara le intenzioni. Come a casa, le pietanze arrivano sul piatto di portata, favorendo quella convivialità che è tanto cara ai Fratelli Cerea, 3 stelle Michelin, e consulenti degli chef Vincenzo e Antonio Lebano che ai fornelli della Terrazza Gallia sono tutti i giorni. La domenica si mangiano i piatti classici, a seconda della stagione. Un esempio: salame bergamasco, coniglio sott'olio, uova sode con salsa tonnata, polenta e gorgonzola, risotto con ossobuco. E dopo i dolci al cucchiaio, un cabaret di pasticcini, tra cui i cannoncini riempiti al momento. Menu 65€, senza vini. I bambini pagano la metà e possono avere un menu adattato ai loro capricci. terrazza.gallia@luxurycollection.com


Park Hyatt
Sotto una cupola di vetro che inonda la sala di luce naturale, è stato arredato un nuovo bistrò con il menu di Andrea Aprea, da poco promosso a due stelle Michelin. Il menu è à la carte con piatti milanesi e italiani del cuore: il risotto giallo con brasato di vitello o la pasta fresca all'uovo con il ragù di vitello , la cotoletta alta con spinaci, pinoli, aceto balsamico e pecorino di Pienza; l'intramontabile tiramisù. Nessuna ricetta complicata a dirsi o da spiegare, ma tutto preparato a regola d'arte. C'è poi da aggiungere una nota di riguardo per il club sandwich, non certo nostrano: Tyler Brûlé, assiduo frequentatore del cinque stelle milanese, lo ha decretato su Monocle il più buono del mondo! Pranzo sui 90€. www.hyatt.com

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