Formula 1

A Monza vince Ricciardo, incidente Hamilton-Verstappen

L’inglese e l’olandese si scontrano fra loro al 27mo giro. Hamilton è rimasto illeso grazie all’halo

di Alex D'Agosta

Lo scontro fra la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di Lewis Hamilton. (ANDREJ ISAKOVIC / AFP)

3' di lettura

Una grande domenica di Formula 1 a Monza oggi, divertente e vivace, senza doppiaggi e sotto un bel sole. Molti media hanno spesso dimenticato le sue origini e il fatto che ne avesse ancora il passaporto in tasca. Ma dopo tutte le fatiche e polemiche su questa gara monzese, vale la pena dirlo chiaramente. A Monza ha vinto finalmente un pilota (anche) italiano, metà siciliano e metà calabrese!

Non tante volte Monza nella storia di questo sport ha portato bene ai piloti nei quali scorre il sangue tricolore: solo tre infatti nella storia come prima nazionalità nel palmares: Farina, Ascari e Scarfiotti. Ricciardo, iscritto formalmente in Formula 1 con il passaporto australiano, la terra della sua nascita (Perth), all'Autodromo Nazionale infatti aveva visto già buoni ricordi. Nel parco più bello della Brianza aveva visto cambiare in meglio la sua carriera nel 2013, quando il suo team di debutto, la Toro Rosso, lo ha portato a concludere in un buon settimo posto e ne ha annunciato il salto al team principale, la Red Bull.

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E ora porta in fondo alla competizione del motorsport più prestigiosa del mondo la sua McLaren, con una doppietta che, a Woking, non si festeggiava più dal 2010. E che a Ron Dennis in ultima istanza era riuscita a Monza per l'ultima volta nel 2007, con Alonso primo e secondo Hamilton. Per chi non ne avesse visto la svolgimento, è bene chiarire che, nonostante il clamoroso colpo di scena, nel quale si sono “incastrati” uno sopra l'altro Verstappen ed Hamilton, tale esclusione dei soliti protagonisti, nonché dei primi due nella classifica mondiale, sia stata del tutto ininfluente ai fini del risultato finale.

Verstappen era già in crisi

A ben vedere, infatti, una fermata prolungata di Verstappen per colpa di una ruota difficile da rilasciare (evento sempre meno raro nei pit stop recenti) aveva già compromesso seriamente la posizione dell'olandese. Fra i primi inseguitori, Bottas come al solito non è emerso per grinta, anzi, è salito sul podio solo per disgrazia altrui, mentre il passo delle Ferrari, comunque discreto dopo premesse e aspettative ben più basse all'inizio del week-end, non era però all'altezza dei primi.

Una vittoria convincente

Ricciardo quindi vince e convince con una regolarità e fluidità imbarazzanti. Una supremazia vera di guida e di macchina, che lo ha visto fra l'altro prendersi anche il giro più veloce: lo era e ha avuto anche la buona sorte dalla sua. Porterà a casa quindi una vittoria “vera”, tutt'altro che fortuita come la pazza domenica del 2020, dove il vincitore è stato Gasly solo per esclusione dei più forti. Oggettivamente siamo testimoni di una risalita nelle posizioni di vertice del team, graduale, durata per anni, che, unita al talento di un pilota in gamba e ormai veterano di Formula 1, si può concretizzare con una vittoria di quelle che restano nella storia. E che porta a otto il palmares del ragazzo del 1989, di cui sette però provengono esclusivamente dalla sua epoca Red Bull.

Perez sconta 5” di penalità e perde il podio

Al capitolo piloti sfortunati tocca citare ancora una volta Perez. Per una volta che il “privilegiato” non arriva in fondo, il simpatico messicano ha dovuto fare i conti con cinque secondi di penalità, da pagare solo in fondo, solo all'ultimo dopo uno stress al volante moltiplicato per tre per non sbagliare, che sono pesati come un macigno: quindi il suo terzo posto guadagnato in pista dopo il traguardo è precipitato al quinto, subito dietro a Leclerc, anche se virtualmente, nelle ultime tornate, sembrava quasi che potesse finire pure dietro alla seconda Ferrari di Saniz.

Degli altri, non molto da dire, se non che stupisce vedere Stroll settimo davanti a un ottimo Alonso, Russell ed Ocon. Sul crash di metà gara fra Verstappen ed Hamilton è bene ricordare che, al di là del fatto che si è trattato di un incidente definito «stupido» dagli ex piloti intervistati in televisione, si è rivelato comunque non troppo grave. Sia per la relativamente bassa velocità ma, soprattutto, per la presenza dell'halo. Quel passaggio della ruota della Red Bull proprio sopra alla testa di Hamilton, solo fino a pochi anni fa, avrebbe potuto sfociare in un esito fisico al pilota ben più significativo o addirittura grave.

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