immatricolazioni

Auto, frena il mercato a novembre mentre si riapre la partita dei bonus

Fca fa meglio del mercato e aumenta le immatricolazioni dell’1,4% - Produttori e dealer chiedono l’approvazione dei nuovi aiuti nella Legge di Bilancio

di Filomena Greco

(Reuters)

2' di lettura

Torna a frenare il mercato auto italiano nel mese di novembre, con un calo delle immatricolazioni pari all’8,34% e minori volumi – da inizio anno – pari quasi al 30% del mercato delle auto nuove. Il dato arriva proprio nel giorno in cui sembra riaprirsi in Parlamento la partita dei bonus per l’acquisto di auto nuove, chiesti a gran voce dal mondo produttivo e dalla rete dei dealer. Il momento dunque resta molto difficile per il settore, che sembra non riuscire a mantenere i livelli di mercato senza sostegni alla domanda.

Dall'inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro StudiPromotor a fine novembre emerge che per il 98% dei concessionari l'affluenza negli show room è crollata a livelli molto bassi e che per il 92% degli intervistati c’è stato un crollo nell'acquisizione di ordini,mentre l'indicatore di fiducia degli operatori dell'auto è precipitato ad un livello registrato soltanto nelle fasi più acute delle grandi crisi del 1993 e del 2008.

Loading...

Tra le case produttrici però emerge il risultato di Fiat Chrysler che ha aumentato le vendite nel mese dell’1,4% grazie soprattutto ai risultati del marchio Jeep, con immatricolazioni in crescita di oltre il 18% nel mese. Bene anche le vendite del marchio Renault (+9,5%) mentre in casa Volkswagen tiene i volumi il marchio Skoda (+8,5%) mentre il brand principale della casa tedesca registra un calo di oltre il 15% a differenza di Audi che invece resta sui livelli del 2019. Bene anche Citroen e Dacia. Tra le asiatiche fanno bene Nissan e Suzuki mentre nell’alto di gamma esce del 2,5% Bmw mentre Mercedes frena del 20%.

Per Gian Primo Quagliano responsabile del Centro Studi Promotor il risultato negativo di novembre è stato comunque mitigato da una serie di fattori, da qui l’urgenza di misure che continuino a sostenere la domanda «anche alla luce di un 2020 – aggiunge – che chiuderà con un volume di immatricolazioni inferiore a un milione e 400mila autovetture, un livello assolutamente depresso e ben lontano dal volume necessario per assicurare la regolare sostituzione delle auto a fine corsa ancora in uso nel nostro Paese».

Quella degli incentivi si configura come una partita a favore dell’industria e dell’ambiente come sottolinea Michele Crisci, presidente dell’Unrae. «Gli incentivi estivi hanno rappresentato certamente una boccata di ossigeno per costruttori e indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un indubbio beneficio per l’ambiente, grazie alla rottamazione di più di 120mila vetture delle categorie fino a Euro 4 e al risparmio di 155 mila tonnellate di CO2 su base annua».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti