risparmio gestito

A ottobre un altro dato positivo per i gestori: 3 miliardi

A trainare il settore sono stati i fondi comuni in attivo per 2,2 miliardi. Sprint dei bilanciati e forte esodo dai monetari. Patrimonio a 2.334 miliardi

di Isabella Della Valle

(Agf)

3' di lettura

Si allunga la serie di dati positivi collezionati dall'industria del risparmio gestito. Nel corso del mese di ottobre i gestori hanno incassato poco meno di 3 miliardi, un dato inferiore rispetto agli oltre 4 miliardi di settembre ma che sostanzialmente non cambia la buona impostazione dei fondi aperti che anche il mese scorso hanno tenuto le redini del sistema con un risultato positivo per 2,2 miliardi. Si è invece dimezzato il dato delle gestioni, passato da 1,1 miliardi a 553 milioni, mentre è stabile il patrimonio a 2.334 miliardi, equamente suddiviso tra gestioni collettive (48,7%) e di portafoglio (53,1%). Secondo Assogestioni, con il dato di ottobre il saldo complessivo da inizio anno si è attestato a 17,3 miliardi; di questi la fetta più grande è andata alle gestioni collettive che con un incasso di oltre 18 miliardi hanno decisamente compensato il deficit di 732 milioni da parte delle gestioni di portafoglio.

I fondi comuni

In questo segmento ci sono alcuni movimenti significativi rispetto al mese precedente: il primo è l’esodo da fondi monetari che nel bimestre si sono mossi in maniera diametralmente opposta; da +2,1 miliardi entrati a settembre a -2,1 usciti a ottobre, il secondo è il forte ritorno di interesse per gli obbligazionari (da -13 milioni a +1,4 miliardi), il terzo il calo di consensi per i prodotti azionari, nonostante la buona impostazione delle Borse (da 1,8 miliardi agli attuali 349 milioni) e il quarto lo scatto in avanti dei fondi bilanciati nelle cui casse a ottobre sono entrati 4,5 miliardi, molti di più rispetto agli 886 milioni di settembre. Nessuna novità, invece, dai flessibili che proseguono la parabola discendente con una perdita di 1,9 miliardi, identica a quella del mese precedente. Cifre dalle quali si può dedurre un posizionamento sostanzialmente equilibrato dei portafogli degli investitori e anche una minore tendenza a rischiare il capitale, complici i dubbi circa la possibile direzione che potranno prendere i mercati nei prossimi mesi. Solo i rendimenti vicini allo zero (se non negativi) sugli investimenti a breve termine sembrano una certezza. Come ormai di consueto i principali consensi sono stati riservati ai prodotti di diritto estero (3,3 miliardi la raccolta) che ormai rappresentano oltre il 78% del settore, mentre per i fondi tricolore, conti in rosso per 1,1 miliardi.

Loading...

I gruppi

La società che ha raccolto più di tutti a ottobre è stata Schroders che, ha incassato ben 4,3 miliardi.«All'eccellente risultato di ottobre hanno contribuito tutti i canali serviti da Schroders in Italia, in maniera indistinta - ha spiegato Luca Tenani, country head Italy di Schroders -. Dalla componente istituzionale abbiamo avuto una risposta molto positiva per le strategie multi-asset. Per quanto riguarda il canale intermediary, abbiamo acquisito nuovi mandati, ma c'è stato anche molto interesse anche per i fondi ‘à la carte'. In questo secondo segmento, le aree più richieste sono state l'azionario tematico, con contenuti legati alla sostenibilità, l'azionario asiatico, con focus sulla Cina e l'area fixed income del credito europeo». Il secondo dato migliore è stato conseguito dal gruppo Intesa Sanpaolo (1,4 miliardi) e anche in questo caso i fondi sono stati determinanti. Bilancio ampiamente positivo pure per Axa (472 milioni), per Poste Italiane (366 milioni) e per Azimut (112 milioni). Pollice verso, invece, per il gruppo Generali (-1,9 miliardi) principalmente per i deflussi sui fondi monetari all'interno dei mandati assicurativi in gestione, per Anima Holding (-734 milioni) e per Bnl Bnp Paribas (-558 milioni).

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti