Sale in zucca

A Palazzo Chigi o al Quirinale, di Draghi ci sarà sempre bisogno

Cosa succederà tra pochi mesi quando terminerà il mandato del presidente Mattarella? Ci sarà un trasferimento di “SuperMario” da Palazzo Chigi al Quirinale, oppure resterà dove è adesso?

di Giancarlo Mazzuca

(REUTERS)

2' di lettura

Pochi ci hanno fatto caso, ma Mario Draghi proprio dieci anni fa, nel giugno del 2011 - dopo aver officiato l'ultima “messa cantata” da governatore della Banca d'Italia il precedente 31 maggio -, spiccava il volo verso Francoforte per guidare la Bce dal successivo autunno. All'Eurotower ha alloggiato otto anni con ottimi risultati: dalla crisi della Grecia alle ultime mosse, è stato sempre in trincea.

Pochi, quindi, avrebbero scommesso sul suo pensionamento definitivo quando, quasi due anni fa, salutò la Banca centrale europea. E anche “Sale in zucca” ci azzeccò prevedendo un suo ritorno in pista in tempi rapidi: con il suo “pedigree”, era facile ipotizzare il ritorno in pista dell'allievo di Modigliani prima del 2022 quando è in programma la staffetta in cima al Colle. Considerando i precedenti (dal Mit di Boston alla Banca Mondiale, dal Tesoro alla Goldman Sachs, dalla Banca d'Italia alla Bce) da tempo s'accettavano scommesse sul fatto che lui non avrebbe aspettato così tanto per ripartire: i fatti ci hanno dato ragione quando è stato varato il governo Draghi al posto del Conte-bis.

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Ma adesso il problema torna sul tappeto: cosa succederà tra pochi mesi quando terminerà il mandato del presidente Mattarella? Ci sarà un trasferimento di “SuperMario” da Palazzo Chigi al Quirinale, un trasloco che si tradurrebbe pure in una fine anticipata della legislatura? Oppure resterà dove è adesso? E se Draghi rimarrà premier chi salirà al Colle? Magari ci sarà una specie di “prorogatio” al Quirinale sino al termine naturale della legislatura, nel 2023, del presidente Mattarella, come era già accaduto con Napolitano? Tanti gli interrogativi che molti addetti ai lavori cominciano a porsi e, a questo punto, ogni soluzione avrebbe i suoi “pro” e i suoi “contro”.

Staremo a vedere quali saranno i prossimi sviluppi tenendo anche presente che, in un modo o nell'altro, Draghi resterà comunque in pista considerando l'estrema difficoltà della situazione, con gli italiani che stanno cercando di trovare la luce in fondo al tunnel del Covid. Qualunque sarà la decisione che verrà adottata, è già ora evidente il fatto che questa specie di quiz su Draghi sì, Draghi no sarà sempre più al centro del dibattito politico: mai come adesso – con l'Italia che sta tentando di uscire dalle sabbie mobili della pandemia anche sul fronte economico – abbiamo bisogno di un nocchiero in grado di pilotare il Belpaese verso un approdo sicuro. Ecco perché le prossime scelte istituzionali meriteranno i tempi supplementari. “Whatever it takes”.

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