Da Milano a Palermo, viaggio negli uffici giudiziari «sospesi» per coronavirus

7/7GIUSTIZIA

A Palermo arresti convalidati in videoconferenza

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Tante le istanze dei detenuti che mirano a una revisione del regime cautelare per l'emergenza Covid-19, ma poche richieste di processo. E poche convalide di arresto e di fermo in videoconferenza. Sono questi i due fronti su cui restano attivi i giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo. «Tutto il resto è sospeso», dice Antonella Consiglio, presidente aggiunto della sezione Gip, che spiega: «Abbiamo interpellato i detenuti in attesa di giudizio per chiedere se volevano partecipare al processo e li abbiamo informati che i termini di custodia cautelare sono sospesi. Ma pochi hanno chiesto di essere processati».
Piuttosto, prosegue Consiglio, «arrivano molte istanze di revisione della custodia cautelare, avanzate soprattutto da chi è in carcere per associazione mafiosa o per traffico di droga. Sono reati gravi, ma valutiamo comunque caso per caso la situazione di detenuti anziani o con patologie pregresse».
Sono invece «pochi gli arresti e i fermi in questi giorni: è arrivato solo qualche caso di violenza domestica. Li convalidiamo da remoto, in videoconferenza».

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