Il progetto

A Palermo la cittadella verticale avvia la rivoluzione urbanistica

Un’opera da 425 milioni elaborata da un raggruppamento di imprese che fa capo a Tekné destinata a ospitare gli uffici della Regione siciliana e a cambiare il volto del capoluogo siciliano

di Nino Amadore

3' di lettura

È stata annunciata come una delle più grandi opere siciliane degli ultimi anni. E in effetti il Centro direzionale della Regione siciliana, per il momento in fase progettuale ha i numeri per esserlo. E per diversi motivi. Il primo è che, per una volta, è riuscito a mettere d’accordo il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci: «La Regione Siciliana ha finalmente il progetto di fattibilità del suo Centro direzionale – dice Musumeci –. Si tratta della prima, importante tappa di un percorso voluto dal mio governo per dare alla nostra Isola una grande opera di respiro internazionale. Sarà il più importante investimento di edilizia pubblica realizzato in Italia negli ultimi decenni. Innegabile il beneficio, in termini economici ed occupazionali, che ne ricaverà la città di Palermo e la Sicilia tutta». Con un occhio al risparmio che potrebbe derivarne per le casse regionali quantificabile in oltre 25 milioni l’anno pagati per gli affitti.

 Il secondo è che, per la sua portata, è destinato a cambiare il volto della città, ma anche le sue abitudini, il sistema viario e così via. Perchè il Centro direzionale ha l’ambizione di riunire tutti gli uffici dei vari assessorati regionali sparsi per la città e dunque ospitare miglia di dipendenti regionali. Ecco perché sembra appropriata la definizione di cittadella amministrativa verticale che sorgerà nell’area ubicata in via Ugo La Malfa, in sostituzione del complesso realizzato dal disciolto Ente minerario e attualmente utilizzato dall'assessorato regionale del Territorio e ambiente: il progetto arrivato primo in un concorso di progettazione è stato redatto da Teknè del cui raggruppamento fanno parte gli studi Leclercq Associés, Nicolas Laisne e Clément Blanchet, di Parigi: costo complessivo dell’operea 425 milioni di cui 270 milioni per l'esecuzione dei lavori. «Crediamo che il concorso di progettazione sia uno strumento fondamentale per garantire la qualità delle opere pubbliche e siamo soddisfatti della partecipazione che il bando ha ottenuto e che ha visto in competizione 34 raggruppamenti», dice il presidente dell'Ordine di Palermo, Francesco Miceli.

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La Regione stima che entro un anno si possa arrivare al progetto esecutivo, con il quale si potrà, subito dopo, passare alla fase realizzativa. Intanto arrivano le perplessità dal fronte dei dipendenti regionali. Dario Matranga e Marcello Minio del sindacato Cobas-Codir, per esempio, giudicano il progetto «in contrasto con l'accordo Stato- Regione che ridimensiona il numero di dipendenti» che dovrebbero diventare tremila a Palermo.

L’iter, comunque, è avviato. Dopo il confronto con il Consiglio comunale di Palermo, raccolte le proposte, si passerà alla fase esecutiva, da realizzare entro 180 giorni, e alla gara internazionale di affidamento.

 E qui arriviamo al punto delicato della questione. perché subito dopo la presentazione del progetto del Centro direzionale si è aperto il fuoco di fila politico con dubbi di vario genere sull’opportunità di costruire oggi l’opera. Il cui progetto arriva in un momento particolare per la città: la discussione sul nuovo piano regolatore generale e il lancio del progetto di nuove linee tram. Lo dice con chiarezza il sindaco: «Si tratta di un progetto che, assieme al tram, per Palermo è di straordinaria importanza anche per la sua collocazione e verrà al più presto sottoposto alla propositività del Consiglio comunale» dice Orlando.

  C’è insomma parecchio materiale su cui riflettere:  Lo fa Giulia Argiroffi, architetto e consigliera comunale parecchio battagliera: «L’impressione che abbiamo - dice - è che si proceda in maniera frammentaria senza un’idea organica della città che vogliamo come se si potesse risolvere tutto con le varianti. Al di là della sproporzione del centro direzionale e della scelta di collocarlo a Ovest mentre sarebbe stato più opportuno pensare a Est, ovvero all’ingresso della città per chi arriva da Catania. Stiamo analizzando intanto i documenti del Prg. Vedremo».

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