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A Palermo privati in campo per recuperare il cuore della Vucciria

di Nino Amadore

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2' di lettura

Non riusciranno a riportare in vita gli antichi odori né i colori della Vucciria, forse il più famoso tra i quadri di Renato Guttuso. Ma riusciranno a riportare a nuova vita i palazzi di Piazza Garraffello, nel cuore di quello che uno dei più antichi mercati storici di Palermo. Quei palazzi che fanno da contorno alla fontana cinquecentesca realizzata da Vincenzo Gagini figlio del celebre Antonello e oggi oggetto di lavori di restauro avviati dal Comune di Palermo. Un programma ambizioso ma ormai concreto portato avanti da una quindicina di cittadini palermitani che hanno investito già di proprio per acquistare il 90% dei palazzi presenti nella piazza e hanno programmato in totale un investimento di sette milioni, coordinato dallo Studio PL5 per il recupero, la progettazione e l’esecuzione dei lavori su un’area di circa seimila metri quadrati.

Palermo Capitale italiana della Cultura 2018

Il progetto, illustrato alla stampa alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e del vicesindaco Emilio Arcuri, punta in particolare al recupero di tre unità edilizie che formano una quinta scenica (Palazzo Rammacca, Palazzo Sperlinga, Palazzo Mazzarino) e dà l’avvio non solo al recupero delle singole unità edilizie ma anche a una riqualificazione urbana in un ambito altamente degradato innescando processi di riqualificazione a vari livelli. «Si tratta - spiega Elena Lo Cascio, commercialista palermitana che vive a Milano, alla guida del gruppo di cittadini che ha pianificato l’investimento - di un progetto visionario. Qui abbiamo investito i nostri risparmi con l’intento di restituire alla città un luogo importante che era rimasto fuori dai programmi di riqualificazione già realizzati nel centro storico della città».

Il mercato di Guttuso

Il mercato di Guttuso

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Un intervento urbanistico per far rinascere entro il 2018 la Vucciria, rendendo omaggio nell’anno in cui Palermo è capitale della Cultura, al grande maestro che in un quadro ne immortalò la bellezza facendone un simbolo di Palermo e della cultura palermitana. Un mercato forse meno noto ai più rispetto a Ballarò che un programma televisivo ha fatto conoscere agli italiani: piazza Garraffello, che della Vucciria è il cuore, ha origini medievali, la cui storia è legata a quella delle logge mercantili di allora e i palazzi che le delimitano risalgono a quell’epoca come dimostrano i resti di bifore. «Il recupero di Piazza Garraffello è un intervento necessario e non più procrastinabile - dice l’architetto Giovanni Franzitta dello Studio PL5 Architettura - che indirizzerà il quartiere verso direttrici di sviluppo sociale ed economico degne dell’importanza che l’area ha sempre rivestito nello sviluppo del centro storico palermitano». Per realizzare il progetto è stato scelto lo strumento del "comparto edilizio”, previsto dall’articolo 11 della legge regionale 71 del 1978 che, spiegano i promotori, che consente il superamento degli ostacoli derivanti dalla frammentazione delle proprietà «garantendo esigenze unitarie nella realizzazione degli interventi, nonché una equa ripartizione degli oneri e dei benefici tra i proprietari interessati».

Per il momento resta fuori dal progetto l’ultima quinta della piazza: la Loggia dei mercanti. In questo caso, spiega ancora Franzitta, sono in corso iniziative per intervenire anche su questo immobile che potrà entrare all’interno del “comparto” in una seconda fase. «Una cosa è certa - conclude l’architetto -: la piazza dobbiamo farla tutta e soprattutto non escludere nessuno».

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