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A Parigi perde quota Air France-Klm nonostante i conti trimestrali oltre le attese

Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 8,1 miliardi di euro, di mezzo milione superiore ai livelli ante-Covid e in crescita del 78% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

di Giuliana Licini

(REUTERS)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Air France-Klm perde quota alla Borsa di Parigi, nonostante nel terzo trimestre la compagnia franco-olandese abbia segnato una crescita superiore anche alle attese degli analisti. Alcuni operatori rilevano, peraltro, una certa cautela sulle prospettive del quarto trimestre. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 8,1 miliardi di euro, di mezzo milione superiore ai livelli ante-Covid e in crescita del 78% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nei nove mesi il fatturato ha toccato 19,3 miliardi (+103%). L’Ebitda è più che raddoppiato a 1,67 miliardi nel trimestre e l’utile netto risulta di 460 milioni contro la perdita di 193 milioni dello scorso anno. Il risultato operativo ammonta a 1,02 miliardi, in miglioramento di 897 milioni a valute costanti rispetto allo scorso anno. Sui nove mesi il risultato netto è positivo per 232 milioni dal rosso di 3,2 miliardi del 2021 e di 7,7 miliardi del 2020, quando la pandemia aveva letteralmente atterrato la compagnia aerea ed era stato necessario l’intervento dello Stato francese e di quello olandese per salvare la società dal fallimento. A trainare il rimbalzo dell’attività del gruppo è stato il periodo estivo che ha visto il numero dei passeggeri trasportati in crescita del 48% rispetto allo scorso anno a un totale di 25 milioni. I risultati permettono a Af-Klm di ridurre nuovamente il debito, rimborsando in anticipo il mese prossimo 1 miliardo di euro di prestiti garantiti dallo Stato francese sui 3,5 miliardi ancora dovuti. Il debito netto è diminuito di 2,2 miliardi dalla fine del 2021 a un totale di 5,9 miliardi.

Un trimestre in crescita

A rimettere in sesto i conti è stato anche un piano di riduzione dei costi, con l’uscita dalla flotta degli aerei meno redditizi e la drastica riduzione del personale, diminuito del 16% in termini di posizioni a tempo pieno in Air France e dell’11% in Klm, con costi salariali ridotti del 6% tra il 2019 e il 2022. Il gruppo ha anche evidenziato di avere proceduto a vari aumenti dei prezzi dei biglietti sui voli di lungo raggio nel primo semestre dell’anno, in reazione all’aumento del costo del carburante e di altri costi esterni. La fattura per il kerosene ha in effetti raggiunto 2,3 miliardi di euro nel terzo trimestre, con un balzo del 181% su base annua e sui nove mesi ha totalizzato 5,2 miliardi (+186%). “Il gruppo ha realizzato un forte risultato operativo nel trimestre nonostante l’aumento dei costi del carburante e dell’inflazione e resta fiducioso nella sua abilità di aumentare ulteriormente la capacità di trasporto durante la stagione invernale”, ha commentato il group ceo Benjamin Smith , citato in un comunicato. Nel trimestre la capacità è stata pari all’89% del livello del 2019 e il fattore di carico dell’88% vicino ai livelli ante-Covid (90%). Nel quarto trimestre il gruppo punta a un’offerta pari all’85% del pre-crisi, mentre in precedenza aveva indicato un obiettivo tra l'85% e il 90%. Il target del 90% è però previsto per il primo trimestre del 2023. Il gruppo prevede di concludere il 2022 con un utile operativo “superiore a 900 milioni di euro”, quindi non lontano dagli 1,1 miliardi del 2019. Secondo gli analisti di Citi l’aggiornamento delle prospettive di Air France Klm dovrebbe comportare un aumento del consensus, considerando che la compagnia si aspetta un utile operativo sopra i 900 milioni, mentre le stime in media puntano a 785 milioni. Gli esperti della banca Usa rilevano anche la buona tenuta dei prezzi e il controllo dei costi. L'Ebit è del 24% superiore al consensus ed è dovuto principalmente ai ricavi migliori del previsto, ma anche agli aumenti dei prezzi decisi dalla compagnia aerea.

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