ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùUtility

A Parigi scatto di Edf, lo Stato francese lancia Opa da 9,7 mld per risalire al 100%

L’offerta dovrebbe essere aperta a settembre e, secondo fonti governative, il delisting dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre, a 17 anni dall’entrata in Borsa della società

di Giuliana Licini

(REUTERS)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Edf sfreccia alla Borsa di Parigi dopo l’annuncio dell’Opa che il Governo francese intende lanciare per risalire al 100% del colosso energetico, che in Italia controlla il gruppo Edison. Il titolo Edf, che era stato sospeso il 13 luglio in attesa che lo Stato precisasse le sue intenzioni, è stato riammesso agli scambi ed è arrivato a guadagnare oltre il 15% a 11,80 euro, avvicinandosi al prezzo dell’offerta, pari a 12 euro per azione, mentre l'indice CAC 40è in calo. Lo Stato francese proporrà un totale di 9,7 miliardi di euro per acquisire il 16% del capitale di Edf che non detiene. Come ha sottolineato il ministero delle Finance, il prezzo unitario proposto presenta un premio del 53% rispetto alla quotazione di chiusura del 5 luglio, prima che la premier Elisabeth Borne annunciasse l’intenzione del Governo di rinazionalizzare la società e del 34% sui dodici mesi precedenti.

L’offerta dovrebbe essere aperta a settembre e, secondo fonti governative, il delisting dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre, a 17 anni dall’entrata in Borsa – allora trionfale - della società. In un comunicato, lo Stato francese, azionista di maggioranza di Edf, ha reso nota «l’intenzione di acquistare i titoli del capitale di Edf detenuti da terzi con l’obiettivo di ritirare la società della Borsa». Questo progetto – precisa – «si iscrive in un contesto di emergenza climatica e nel momento in cui la situazione geopolitica impone decisioni forti per assicurare l’indipendenza e la sovranità energetica della Francia, tra cui quella di poter pianificare sul lunghissimo termine i mezzi di produzione, di trasporto e di distribuzione dell’elettricità». In questo nuovo contesto, con lo Stato come unico azionista, «Edf sarà in grado di realizzare in modo più rapido i molti cantieri decisivi annunciati dal presidente della Repubblica», in particolare il programma di costruzione di sei reattori nucleari con la tecnologia Epr entro il 2050.

Loading...

Questi cantieri impegneranno Edf «per i prossimi decenni, mentre la società continuerà ad avere un ruolo cruciale nell’approvvigionamento energetico della Francia». Per questo «lo Stato vigila affinché Edf disponga di una governance appropriata e dei mezzi necessari, in particolare finanziari, per adempiere sul lungo termine a questa missione di interesse nazionale». Oltre al 16% delle azioni che ancora non detiene, il Governo francese acquisirà anche il 60% delle obbligazioni convertibili (Oceane) che non detiene, al prezzo unitario di 15,64 euro. Bercy presenterà un’offerta pubblica semplificata entro l’inizio di settembre all’Amf, l’autorità dei mercati finanziari francesi, subordinatamente all’approvazione di una legge finanziaria suplettiva per il 2022, al momento in corso di esame all’Assemblea nazionale, che riguardi i crediti di bilancio necessari all’offerta.

«Questa operazione rafforza l’indipendenza energetica della Francia e fornisce a Edf i mezzi necessari per accelerare il programma di rinnovo del parco nucleare e il dispiegamento delle energie rinnovabili in Francia», ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Bruno Le Maire, citato nel comunicato, in cui sottolinea che «Edf può contare sul totale sostegno dello Stato per un progetto industriale che non ha uguali da 40 anni a questa parte».

Il ritorno allo Stato del 100% di Edf era stato annunciato dalla premier Borne il 6 luglio nel suo discorso di politica generale dopo l’insediamento del Governo post-elezioni, ma già da alcuni mesi il progetto era nell'aria. Il gruppo Edf deve fare fronte alle costose sfide presentate dal rinnovamento e dalla manutenzione del suo parco nucleare. Più della metà dei 56 reattori è attualmente fermo per manutenzione o per i problemi di corrosione emersi recentemente. Il solo modello di reattore di nuova generazione Epr, attualmente in costruzione a Flamanville, nel dipartimento della Manica (Bassa Normandia), accusa un ritardo di oltre dieci anni. A fine 2022 il debito del gruppo potrebbe superare i 60 miliardi di euro e la sua situazione finanziaria è messa alla prova anche dalla decisione del Governo di obbligare Edf a vendere elettricità a buon mercato per proteggere le famiglie dal caro-bollette.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti