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A Parigi scatto TF1 e M6 +2,3% dopo avvio trattative in esclusiva per una fusione

L'unione dei due gruppi televisivi avrà un profondo impatto nel panorama audiovisivo transalpino

di Giuliana Licini

(dmitrimaruta - stock.adobe.com)

2' di lettura

TF1 e M6 in volata alla Borsa di Parigi dopo l’annuncio delle trattative esclusive per una fusione dei due gruppi televisivi, che avrà un profondo impatto nel panorama audiovisivo transalpino. TF1, prima di ridurre i guadagni, ha sfiorato un rialzo del 10%, mentre M6, che fa capo alla tedesca Bertelsmann, sale di oltre due punti, avendo segnato anche +7%. Bouygues (azionista di controllo di Tf1) è in calo a Parigi e a Francoforte, il gruppo Rtl, a cui fa capo M6, è in buon aumento. In base alle grandi linee del progetto, il gruppo Bouygues dovrebbe diventare il primo azionista del nuovo insieme con il 30%, dopo avere acquisito presso Rtl (gruppo Bertelsmann) l’11% dell'entità per 641 milioni di euro. «Bouygues sarà l’azionista di controllo esclusivo e agirà sulla base di una partnership strategica con Rtl Group nel quadro di un’azione di concerto», spiega una nota. Rtl avrà il 16% della nuova società, mentre il flottante sarà pari al 54%. «Il nuovo gruppo sarà ben posizionato per fare fronte alle sfide che vengono dall’accelerazione della concorrenza delle piattaforme digitali mondiali», spiega il comunicato congiunto, con un riferimento indiretto a colossi quali Netflix, Amazon Prime o Disney +.

L’operazione di fusione, approvata all’unanimità dai cda di Tf1, Bouygues e Rtl e dal consiglio di sorveglianza di M6, è prevista tramite uno scambio di azioni, nella misura di 2,1 azioni TF1 per ogni azione M6, dopo la distribuzione di un dividendo straordinario di 1,5 euro per azione da parte di M6 e di dividendi ordinari di 1 euro per M6 e di 0,45 euro per TF1. La realizzazione dell’operazione è prevista entro la fine del 2022. Il fatturato della società nata dalla fusione è stimato a 3,4 miliardi di euro (pro forma 2020) con un risultato operativo aggregato di 461 milioni. Le sinergie annuali sono stimate a 250-350 milioni di euro al termine di tre anni dopo la finalizzazione della fusione e il nuovo gruppo prevede di versare in dividendi il 90% del suo free cash flow. Il progetto di fusione – scrivono ancora la società coinvolte nell’operazione – «è essenziale per garantire l’indipendenza di lungo termine della creazione francese di contenuti e per continuare ad offrire contenuti locali diversificati e di qualità, nell’interesse del pubblico».

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Oltre che della tv M6, TF1 entrerà in possesso anche di Rtl, prima radio privata francese. Il gruppo Bertlesmann, che cercava un acquirente per il suo 48% di M6 dalla fine del 2020, ha così preferito l’offerta di Tf1 alle proposte avanzate da una nutrita schiera di concorrenti, quali Vivendi, Mediaset e l’imprenditore delle tlc Xavier Niel. TF1 era per altro apparsa quasi subito come favorita nella contesa, in virtù delle sinergie. A fine marzo il presidente del direttorio di Bertlesmann, Thomas Rabe aveva indicato che Tf1 aveva fatto l’offerta migliore, aggiungendo per altro che poteva far sorgere ostacoli regolamentari. La fusione in effetti dovrà avere il via libera delle autorità della concorrenza francesi e il passaggio si preannuncia delicato considerando la quota di mercato che i due gruppi hanno attualmente sul mercato della pubblicità.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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