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A Parigi un’asta di antichi bottoni

di Stefano Cosenz


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Tre bottoni, collage su carta e pittura sotto vetro, inizio XIX secolo, stima 250-300 euro

3' di lettura

A Parigi, capitale della moda, vanno in scena gli antichi bottoni. Non accessori di haute couture, ma sotto il martello del banditore: venerdì 8 febbraio verrà dispersa all'asta dalla casa parigina Coutau-Bégarie a Drouot la Collezione Stéphanie de Villefranche “Le Bouton sous toutes ses coutures”. Tondo, colorato, di moda, da livrea, per abiti da caccia, in madreperla, in argento, in oro, in metallo, inciso, scolpito o dipinto, il bottone sarà presentato in tutte le sue forme.

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I bottoni antichi, opere d'arte miniaturizzate. Realizzata durante quattro generazioni, questa eccezionale collezione fu iniziata da Amélie Cartier nella seconda metà del XIX secolo, come attività di svago da parte di una aristocratica che usava conservare gli oggetti domestici. I 20mila pezzi ereditati da Stéphanie de Villefranche, sua pronipote, le avevano ispirato la creazione di un museo del bottone che non avrebbe però mai visto la luce.
I bottoni di moda, per livrea e per abiti da caccia compongono questo insieme proposto all'asta che rappresenta una testimonianza dei differenti usi e delle molteplici forme attribuite al bottone.

La storia. Il bottone apparve nel XIII secolo nell'abbigliamento e conobbe la sua epoca d'oro in Francia alla fine del XIX secolo. I materiali preziosi e le tecniche utilizzate ne hanno fatto delle vere opere d'arte miniaturizzate. Il bottone diventa un ornamento lussuoso e perfino un modo, per chi li indossava, di esprimere le sue opinioni grazie ai temi che esso illustrava.

Tra moda, arte ed eventi. Tra i bottoni di moda, (stima da 150 minima a 500 massima) la collezione comprende un insieme di esemplari creazioni dello scultore Hanri Hamm (1871-1961) che lavorò per le maggiori case di moda a partire dall'inizio del XX secolo e che illustra la dimensione artistica che può rivestire un piccolo oggetto. Un esempio significativo (tra i top lot nell'asta) in asta è rappresentato da un esemplare di Art Nouveau, che raffigura un insetto stilizzato, assai raro perché è firmato dall'artista, rendendolo un'opera d'arte (stima 400-500 euro).
Come i corredi da sposa, i bottoni da livrea (stima da 150 minima a 500 massima) erano realizzati in occasione di un matrimonio. Erano destinati ad ornare gli abiti dei domestici ad immagine della nuova unione. Le carrozze e le imbracature dei cavalli erano ugualmente ornati con le placche raffiguranti l'immagine della famiglia. In questa parte della collezione, l'araldica si confonde con la tematica del bottone. Un insieme di bottoni e di placche raccontano in modo esemplare 150 anni della storia della famiglia Montmorency . Tra gli esemplari più significativi, una grande placca d'apparato da carrozza in metallo argetato tra fine XVIII e inizi XIX secolo risalente alla famiglia Montmorency, 21x22 cm, ha stima 300-500 euro.
L'universo venatorio è infine rappresentato dai bottoni di abiti per la caccia. Sempre di attualità, l'effigie di ciascun equipaggio è raffigurata su questo tipo di bottoni: rappresentano animali in stile bassorilievo accompagnati da un motto. La collezione comprende in particolare un bottone dell'equipaggio del Duca di Berry datato 1820.

Il collezionismo di bottoni antichi, oggi. Loïc Allio, autore del libro “Le bouton au fil du temps” spiega ad ArtEconomy24: “I collezionisti di antichi bottoni sono principalmente americani. In Usa esiste un club che conta più di 3mila collezionisti in questo settore. Ci sono anche collezionisti in Europa (Francia, Inghilterra, Italia, Belgio) e in Giappone. La moda oggi, invece, non spende particolare attenzione a questi oggetti. Per chi voglia avere un approccio visivo con collezioni di antichi bottoni, esiste un piccolo museo a Tokyo. In Europa sono custodite importanti collezioni di bottoni al Victoria & Albert Museum di Londra e nel MAD (Museo di Arti Decorative) a Parigi”. Esiste pure un Museo dei Bottoni a Sant'Angelo di Piove di Sacco (PD) che riunisce una collezione di bottoni dal XVIII secolo al 1970.

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