capitale della cultura 2020

A Parma le statue telefonano ai passanti e raccontano la città

di A Mac.


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Correggio Talking Teens (ph. P. Bertora)

4' di lettura

Dal Parmigianino a Giuseppe Verdi da Toscanini a Garibaldi, le statue superano la loro proverbiale fissità e chiamano i passanti raccontando loro la storia e il vissuto della città. Parte il 18 maggio a Parma il progetto Talking Teens - Le Statue Parlano! nato con l’obiettivo di far sperimentare agli adolescenti un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie, connettendoli con il patrimonio culturale della città. Coinvolti 350 studenti delle scuole superiori che hanno adottato le statue, scritto il testo delle telefonate, prodotto approfondimenti, video e foto per il sito web, e realizzato modellini delle statue.

Progetti simili esistono in alcune città del mondo - come Londra e New York - ma Talking Teens è diverso perché è fatto dagli adolescenti per gli adolescenti, mira a sviluppare relazioni partecipative nella comunità, è fruibile attraverso tre modalità tecnologiche per incontrare i diversi target di persone, è accessibile a tutti (disabilità motorie e sensoriali) grazie alla targa per ipovedenti e in braille posta presso ogni statua e alla videochiamata in Lis (Lingua dei Segni Italiana).

Talkin Teens propone un viaggio nel tempo: un percorso in cui sono protagoniste 16 statue delle piazze della città di Parma: Arianna, Gruppo del Sileno, Giuseppe Verdi (che ha due statue, una in Piazzale della Pace e una in Piazzale della Casa della MuTosica), Vittorio Bottego, La Vittoria, Il Parmigianino, Enzo Sicuri, Il Partigiano, Padre Lino, Filippo Corridoni, Giuseppe Garibaldi, Il Correggio, Ercole e Anteo (sia la statua originale e che la copia), e Arturo Toscanini. Le statue prenderanno vita attraverso una telefonata che il passante potrà ricevere da parte delle statue sul proprio cellulare con l’ausilio di tecnologie come app, Qr Code e telefonata tradizionale.
Uno strumento culturale non solo per i cittadini ma anche per i turisti che la città di Parma, Capitale della Cultura 2020, si prepara ad accogliere.

Ideato e curato da Paola Greci, un progetto dell’associazione culturale Echo, il progetto è stato realizzato con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma, Ocme e Uniontel (sponsor tecnico), con il Liceo Artistico Toschi e l'Istituto Tecnico Da Vinci e Fai Delegazione di Parma, e la collaborazione di 15 Scuole Superiori di Parma e provincia, Consulta del Dialetto parmigiano, Famija Pramzana, ENS Parma (Ente Nazionale Sordi), Anmic Parma (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), Uic Parma (Unione Italiana Ciechi).

Le voci

A prestare la voce per la chiamata un folto gruppo di attori del teatro e cinema italiano: Elisabetta Pozzi (Arianna), Lino Guanciale (Monumento al Partigiano), Franco Nero (Arturo Toscanini), Marco Baliani (Giuseppe Garibaldi), Roberto Latini e Savino Paparella (Ercole e Anteo), Giancarlo Ilari (Enzo 'Mat' Sicuri), Gigi Dall'Aglio (Padre Lino), Laura Cleri (Vittoria), Bruno Stori (Giuseppe Verdi), Fabrizio Croci (Vittorio Bottego), Carlo Ferrari (Filippo Corridoni), Adriano Engelbrecht (Antonio Allegri detto il Correggio), Luca Nucera (Francesco Mazzola detto Il Parmigianino). Claudio Mirra, Daniele Napodano, Yasmine Guilo, Giada Mantione e Paolo Saviotti sono invece i cinque studenti che hanno prestato le voci al Gruppo del Sileno. Le telefonate si possono ascoltare anche in lingua inglese grazie alle voci di Brian Ayres, Dylan Ayres, Sharon Fryer, Mary Cipriani, Guido Grignaffini e gli studenti Daniele Napodano, Paolo Saviotti e Yasmine Guilo. Un paio di telefonate sono anche in dialetto parmigiano con le voci dell’attore Giancarlo Ilari e Maurizio Trapelli (Al Dsèvod, maschera parmigiana).

Dal mondo della scuola il progetto ha coinvolto tutta la città emiliana: anche i cittadini hanno potuto adottare la loro statua partecipando al crowdfunding “Prenditi cura di me!” ; inoltre la comunità è stata invitata a partecipare al concorso di scrittura per il testo della telefonata della statua di Giuseppe Verdi seduto sulla panchina vinto dalla giovane Francesca Di Fazio.
Talking Teens non si esaurisce con la realizzazione della telefonata ma prevede ulteriori sviluppi futuri con percorsi sensoriali e la creazione di eventi culturali nelle piazze attorno alle statue come luogo di aggregazione.

Chi sono gli ideatori e i curatori

Ideato e curato da Paola Greci, un progetto dell’associazione culturale Echo, il progetto è stato realizzato con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma, Ocme e Uniontel (sponsor tecnico), con il Liceo Artistico Toschi e l'Istituto Tecnico Da Vinci e Fai Delegazione di Parma, e la collaborazione di 15 Scuole Superiori di Parma e provincia, Consulta del Dialetto parmigiano, Famija Pramzana, ENS Parma (Ente Nazionale Sordi), Anmic Parma (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), Uic Parma (Unione Italiana Ciechi).

Come funziona Talking Teens

Recandosi presso le statue, collegate tra loro dal circuito Talking Teens, si può ricevere la telefonata, della durata di 3 minuti circa, da parte di ognuna delle statue sul proprio cellulare grazie alle nuove tecnologie.
Presso ogni statua si trova una targa segnaletica con le istruzioni anche per ipovedenti e per non vedenti (in braille) che spiega come collegarsi e ascoltare la telefonata.
Si può scegliere di ascoltare la telefonata in italiano o in inglese e per alcune statue anche in dialetto parmigiano. Si può anche ricevere una videochiamata in Lis, Lingua dei Segni Italiana.

Durata del percorso
Percorso completo: 16 statue, 5100 passi, 4,4 km ca, durata 3 ore ca. a piedi (compreso l'ascolto delle telefonate)
Percorso centro storico: 9 statue, 1390 passi, 1 km ca, durata 1 ora ca. a piedi (compreso l'ascolto delle telefonate)

Un Comitato Scientifico ha affiancato il lavoro di realizzazione e sviluppo del progetto garantendone la qualità scientifica: Federica Pascotto (Arstories, education manager Pinault Collection), Mario Petriccioni (FLAT Fiera Libro d'Arte Torino, direttore Dipartimento Educazione Fondazione Merz), Carlotta Sorba (docente Storia Contemporanea Università degli Studi di Padova, direttore Centro Interuniversitario di Storia Culturale, premio Sissco 2016), Vanja Strukelj (Critica d'Arte, Comitato Esecutivo CSAC).

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