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A Piazza Affari banche brillanti con spread in calo, si spera in Governo politico

Mentre il quadro della crisi è tutt'altro che definito e la palla è in mano al Quirinale, i mercati auspicano una soluzione che consenta di rimandare le elezioni e arrivare all'approvazione della manovra 2020, cosa che ridurrebbe le turbolenze sugli asset italiani

di Stefania Arcudi

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2' di lettura

Banche positive a Piazza Affari, complice l'ulteriore ribasso dello spread (201 punti, i minimi da fine luglio, contro i 204 di martedì e i 208 di lunedì) e mentre si continuano a seguire gli sviluppi della crisi di Governo, con i mercati che sperano in una soluzione politica che rimandi, almeno temporaneamente, nuove elezioni, in modo da potere arrivare all'approvazione della manovra 2020. A brillare sono in particolare Ubi Banca, che sale quasi del 3%, Bper e Banco Bpm, che acquistano più del 2%, e Unicredite Intesa Sanpaolo, che si aggirano su rialzi di un punto e mezzo. I riflettori sono puntati sul Quirinale: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è dimesso ieri e il presidente Sergio Mattarella inizierà oggi alle 16 le consultazioni. Secondo indiscrezioni, la linea che prevale è che o si riuscirà a formare un nuovo Governo forte, eventualmente esplorando una nuova maggioranza Pd-5 Stelle, o si andrà alle elezioni.

I mercati sperano che una nuova tornata elettorale possa essere quanto meno rimandata, cosa che dà appunto respiro alle banche: «L'ipotesi di un nuovo Governo, sebbene abbastanza debole, potrebbe essere più rassicurante per i mercati con un impatto positivo sullo spread. Con nuove elezioni ci sarebbe maggiore incertezza almeno fino all'esito del voto, a fine ottobre o inizio novembre», sottolineano gli analisti di Equita, spiegando che «le banche hanno in portafoglio titoli di stato per 155 miliardi di euro, il 138% del Cet1 e il 44% del portafoglio totale di securities. L'esposizione è stabile anno su anno, ma negli ultimi dodici mesi i costi sono aumentati. Stando ai nostri calcoli, una variazione di 100 punti base dello spread inciderebbe di più o meno 25 punti base sul Cet1 e più o meno il 4% della valutazione». Per Berenberg non è da escludere che il voto slitti al 2020: «La tempistica della crisi è sfortunata e aumenta l'incertezza politica nel Paese», ma «è più probabile che le elezioni si tengano il prossimo anno», sebbene la situazione resti fluida e aperta a vari possibili scenari. Anche secondo Ubs, «il quadro politico resta poco chiaro, con tre scenari possibili», ovvero la formazione di un Governo con un mandato limitato con il compito di approvare la manovra 2020, elezioni a ottobre e un rimpasto dell'esecutivo Lega-M5S che però «sembra al momento improbabile». Gli analisti della banca sottolineano anche che «una coalizione M5S-Pd probabilmente introdurrebbe maggiore disciplina fiscale, ma sarebbe di breve durata. Viceversa, se ci fossero elezioni, una vittoria del centro-destra potrebbe rivelarsi più market friendly dell'attuale Governo, sebbene una vittoria populista provocherebbe turbolenze per gli asset italiani».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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