beni culturali

A Pompei restaurate altre tre Domus, il Grande Progetto Ue verso la conclusione

Il ministro Franceschini visita gli scavi: «Erano simbolo di crolli e di abbandono, oggi modello di buon uso dei fondi europei».

di Vera Viola

A Pompei restaurate altre tre Domus. Quasi concluso il Grande Progetto Europeo

Il ministro Franceschini visita gli scavi: «Erano simbolo di crolli e di abbandono, oggi modello di buon uso dei fondi europei».


2' di lettura

Altre tre domus messe in sicurezza e restaurate, tutta la rete viaria liberata da ponteggi e percorribile, avviati i nuovi scavi lungo il perimetro di 3 chilometri della necropoli. In sintesi, è quasi giunto alla fine il Grande Progetto Pompei, finanziato dalla Ue sulla programmazione 2014-2020 da 105 milioni di cui 92 spesi (dati del Parco Archeologico di Pompei) a fine gennaio. Per l’occasione il direttore Massimo Osanna ha invitato il ministro Dario Franceschini a Pompei.

Franceschini: non più crolli, Pompei è modello per l’Europa
«Pompei era simbolo di crolli, di file di turisti davanti ai cancelli chiusi» ha detto il ministro. «Adesso è l’opposto: Pompei è modello nel mondo, come hanno riconosciuto l’Unesco e l’Unione europea. Modello per la spesa dei fondi europei, luogo che accoglie bene i turisti. Con giovani archeologi e studiosi che scavano dove non si era mai scavato. È davvero una bella storia che dimostra che in Italia possiamo farci guardare dal mondo con ammirazione».

«A Pompei non è più tempo delle emergenze – ha sottolineato il direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna – Abbiamo davanti a noi importanti sfide per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione degli scavi e del territorio».

I nuovi fronti di scavo e valorizzazione
Si guarda avanti infatti. Il ministro Franceschini ha ribadito la disponibilità di un nuovo finanziamento di 50 milioni per l’area archeologica. E ha precisato: «Qui i lavori non possono finire mai: è un’area tanto estesa e importante che sarà necessario continuare sempre con manutenzione e nuove ricerche. Ci sono 22 ettari ancora non scavati». E ancora, Franceschini ha anche ricordato l’importanza di valorizzare l’area circostante, quella esterna al perimetro archeologico. «Si tratta di sette comuni – ha ricordato il ministro dei Beni culturali – con caratteristiche e risorse importanti. Si parte dall’hub ferroviario, con cui vogliamo collegare Pompei e gli scavi. Bisogna potenziare la ricettività e i servizi». Su cosa si concentrerà il prossimo intervento? «Sullo Spolettificio di Torre Annunziata – ha risposto il ministro – vicino alla villa di Oplonti, per avviare altri scavi e per creare servizi».

Il Grande progetto verso la fine
Tra il 2014 e il 2020 sono 76 gli interventi eseguiti di cui 51 su strutture archeologiche; 75 quelli conclusi. In generale la fruizione dell’area è migliorata al punto da attrarre 4 milioni di visitatori nel 2019, ancora in aumento a gennaio 2020. Tra le Domus appena inaugurate, quella degli “Amanti”, che era stata danneggiata e chiusa dopo il terremoto dell'80. La particolarità sta nella conservazione del secondo piano del peristiliio, che è stato possibile ritrovare grazie al famoso archeologo Amedeo Maiuri che volle ricostruire le pareti della casa sin dalla fase dello scavo. Qui è stato riprodotto anche il giardino interno. Di grande impatto anche la “Domus del Frutteto”, dove sono ritornati alla luce spledidi affreschi raffiguranti appunto alberi da frutta. Infine, La Casa della “Nave Europa”, il cui nome è dovuto alla presenza su una parete del disegno di una grande nave da carico denominata “Europa”. «Ci rivela – ha spiegato Osanna – la grande attenzione degli antichi abitanti di Pompei verso il Mediterraneo». Osanna ha anticipato un progetto di illuminazione “compatibile” delle singole stanze.

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