MIlano

A Porta Romana il condominio smart: 22 gradi e consumi ridotti del 50%

di Adriano Lovera

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2' di lettura

Il caldo torrido di questi giorni, nonché i black out di corrente che hanno interessato diversi quartieri di Milano, si possono battere con una riqualificazione ad hoc che abbatta i consumi energetici. Il risultato è stato ottenuto in un nuovo condominio (questa volta in zona Porta Romana) che fa parte del progetto Sharing cities cui la città aderisce insieme a Londra e Lisbona.

La riqualificazione ha coinvolto ogni parte comune dell’edificio: facciate, basamenti, sottotetti, cassonetti e finestre, fino agli impianti termici ed energetici, sostituiti da un nuovo ed efficiente generatore di calore e da pannelli fotovoltaici. In più sono stati risanati residui di amianto. Nel periodo di osservazione invernale (1 dicembre 2018- 1 gennaio 2019) la comparazione con un condominio simile, ma non riqualificato, ha mostrato un risparmio dei consumi del 59% e ha garantito una temperatura interna intorno ai 22 gradi, a fronte comunque di temperatura esterne non troppo rigide (circa 10 gradi in meno). Nei mesi estivi, invece, la temperatura media si è assestata sui 25 gradi anche a fronte di picchi esterni di 32, un comfort che quindi limita la necessità di accendere i condizionatori.

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Per tutta l'operazione sono state determinanti la collaborazione pubblico-privato e la tecnologia. Il monitoraggio utile per analizzare i consumi di partenza è stato realizzato con il kit ValorizzaMI (serie di sensori che inviano dati a un server centrale in presenza di linea wireless), sviluppato dalla società Teicos group insieme a Future Energy e Cefriel e finanziato tramite il bando regionale Spica. L’intera riqualificazione è stata gestita in Bim (Building Information Modeling) nell'ambito del progetto regionale Smart Living B-Smart.

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Il Bim è una metodologia che consente di realizzare un modello informativo condiviso e in continua evoluzione della storia dell’edificio, una carta di identità della sua storia, delle sue componenti e di ogni intervento realizzato nel tempo.

«L’intervento è un esempio di buona pratica di innovazione. Sull'80% del nostro patrimonio edilizio si potrà intervenire solo ristrutturando», secondo Gloria Domenighini, direttore generale di Assimpredil Ance.

Per quanto riguarda Sharing cities, il progetto europeo, del valore complessivo di 24 milioni di euro, ha consentito al Comune di intercettare risorse europee per circa 8,6 milioni di euro in cinque anni, da spendere su edifici privati ma anche su una porzione pubblica (un complesso a Chiaravalle), per un totale di oltre 28.000 metri quadrati di unità residenziali.

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