ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùProfessioni

A quota 12 gli albi «speciali». Sei solo negli ultimi due anni

Crisi di impresa e riforma della giustizia, civile e penale, moltiplicano gli elenchi di specialisti a cui si accede solo con formazione e requisiti ad hoc. Molte le sovrapposizioni

di Valentina Maglione e Valeria Uva

3' di lettura

Dalla crisi di impresa al penale, passando per il diritto di famiglia, crescono gli albi e gli elenchi per professionisti esperti, a cui occorre iscriversi per rivestire alcune funzioni regolate dalla legge in diversi settori. Solo guardando alle ultime riforme – il Codice della crisi di impresa, appunto, e i decreti legislativi sul processo civile e su quello penale, pubblicati la scorsa settimana nella Gazzetta Ufficiale – sono cinque i nuovi albi o elenchi tenuti a battesimo negli ultimi due anni (più uno, per le vendite giudiziali, con i requisiti di accesso del tutto rivisti): per esperti in composizione negoziata della crisi d’impresa, gestori delle procedure concorsuali, mediatori familiari, mediatori penali esperti in programmi di giustizia riparativa e il nuovo elenco nazionale dei consulenti tecnici (che si affianca agli elenchi già tenuti presso i tribunali).

Quali mancano all’appello

Non tutti sono già operativi. Ad esempio, manca all’appello l’albo unico per gestire le crisi di impresa: il decreto che lo regola necessita infatti di ulteriori passaggi normativi e va aggiornato alle ultime modifiche del Codice. Così come norme attuative sono necessarie per far partire i nuovi elenchi degli esperti in giustizia riparativa, dei mediatori familiari o dei consulenti tecnici, individuati dalle riforme della giustizia penale e civile.

Loading...

A essere già partite, dallo scorso giugno, sono invece le norme che rafforzano il ruolo del curatore speciale del minore, che il giudice nomina se i rappresentanti del minore (i genitori o loro sostituti) sono in conflitto di interessi tra loro o con il minore: elenchi ad hoc sono istituiti presso gli Ordini degli avvocati.

Sovrapposizioni inevitabili

I nuovi albi si sommano ad altri già esistenti: l’elenco dei gestori delle crisi da sovraindebitamento, quello dei mediatori civili e commerciali (per cui peraltro, in attuazione della riforma civile, è probabile che saranno modificati i requisiti di accesso), l’albo degli amministratori giudiziari, il registro dei revisori legali (che di tutti è quello istituito da più tempo) il più vecchio) e l’elenco dei revisori dei conti degli enti locali. Portando a 12 il conteggio complessivo degli elenchi di specialisti nell’area economico-legale.

Sono «liste» che rispondono a finalità diverse, tenute da enti e organi differenti (ministeri, tribunali o camere di commercio) e a cui si accede con percorsi di formazione ad hoc (si veda la scheda a fianco). Con l’evidente intento di garantire profili altamente qualificati, anche in base all’esperienza pregressa. Ma alcune sovrapposizioni sono inevitabili e possono generare confusione. Prendiamo l’ambito della crisi d’impresa, in cui si trovano a operare soprattutto commercialisti e avvocati (e in parte anche i consulenti del lavoro). Di fatto, le competenze e la formazione richieste agli esperti di sovraindebitamento non differscono da quelle di chi gestisce la composizione negoziata, oppure dai gestori della crisi e, ancora, dagli amministratori giudiziali dei beni confiscati (lato gestione aziendale, in particolare). Il campo è infatti sempre quello di aziende o persone in difficoltà finanziaria e della soddisfazione dei creditori, sia che si punti al risanamento o alla liquidazione. Eppure la formazione cambia: 40 ore per i gestori della crisi e gli esperti di sovraindebitamento, 55 per gli esperti di composizione negoziata.

Per Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili, «non c’è dubbio che ormai i percorsi formativi siano ridondanti e vadano semplificati permettendo una sorta di travaso, anche per far risparmiare tempo e costi» .

Il Cndcec punta a riportare gli elenchi sotto la gestione e la vigilanza dell’Ordine. «Condividiamo l’esigenza di avere professionisti con un alto grado di competenza tecnica per assolvere a compiti di legge complessi – premette il presidente – ma la governance di queste liste va riportata all’interno dell’Ordine, che può sorvegliare l’esperienza e la formazione acquisita».

Barriera all’ingresso

E proprio l’esperienza pregressa, richiesta in quasi tutti gli albi speciali, può rappresentare una barriera all’ingresso per i giovani. De Nuccio pensa a delle forme di «tutoraggio» per consentire ai giovani di superare lo sbarramento.

Mentre l’obbligo della formazione potrebbe essere superato se decollasse la normativa sulle specializzazioni. Come peraltro suggeriscono i nuovi requisiti per entrare nell’elenco dei professionisti per le vendite giudiziali: per gli avvocati, la partecipazione ai corsi è alternativa al possesso del titolo di specialista in diritto dell’esecuzione forzata.

Ma le specializzazioni sono al palo: alle norme dettate per gli avvocati (nel 2015 e poi nel 2020) mancano dei passaggi attuativi. Per ora il Consiglio nazionale forense può conferire il titolo di specialista solo agli avvocati dottori di ricerca (a oggi ne ha conferiti più di 100). Ancora più indietro i commercialisti per i quali i percorsi di specializzazione sono da delineare ex novo, a partire dalla stessa legge professionale.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti