elezioni comunali

A Reggio Calabria Falcomatà resta sindaco e ricomincia dal mare con il Regium Waterfront

Radicali gli interventi strutturali lungo la fascia costiera, con un parco che attraversa il Rione dei Ferrovieri fino agli stabilimenti Hitachi, riqualificando le aree abbandonate e l'affaccio sullo Stretto ben oltre quel tratto di lungomare che costeggia il centro

di Donata Marrazzo

Ballottaggi: ecco chi vince e chi perde

3' di lettura

Giuseppe Falcomatà resta sindaco di Reggio Calabria. Al ballottaggio, 44mila reggini - ovvero il 58,4% dei votanti - hanno scelto il candidato del Pd e stoppato quello del Centrodestra Antonino Minicuci, voluto dal Carroccio, con il 41,64 % dei voti. Un risultato non proprio scontato, visto che al primo turno il sindaco uscente aveva raggiunto il 37,17% e il suo rivale il 33,69 per cento. La città ha trattenuto il fiato fino all’ultima operazione di spoglio. Per strada poca gente, vuoti i bar del centro: caldo come in piena estate. Ma nel pomeriggio corso Garibaldi si è improvvisamente popolato. Verificato il risultato, i sostenitori di Falcomatà hanno sfilato esultanti cantando Bella Ciao. Il sindaco in testa al corteo.

“Chi fici Falcomatà?”

Legalità, sostenibilità, rifiuti, bonifiche ambientali, turismo, acqua pubblica, politiche giovanili, scuola, cultura, rigenerazione: “Chi fici Falcomatà?”. Per tutta la durata della campagna elettorale è stato questo lo slogan del centrosinistra e anche il titolo di un “catalogo” delle azioni amministrative del primo cittadino reggino, con opere e interventi realizzati negli ultimi 6 anni. Ma è stato anche il mantra del centrodestra, nel tentativo di denunciare le sue incompiute.Dunque, adesso che sono stati i cittadini a rispondere alla fatidica domanda, riconfermando il sindaco uscente, Giuseppe Falcomatà, alla vigilia del suo secondo mandato, resta con i piedi per terra. Il suo primo pensiero? «Approvare il bilancio. Con il decreto Agosto (200 milioni di euro per i comuni in dissesto di cui il 70% a Reggio Calabria, ndr) abbiamo scongiurato il crac e le procedure esecutive per un debito ereditato dalle passate amministrazioni. Il Governo ha stanziato un contributo a fondo perduto che ci ha consentito di chiudere definitivamente il piano di riequilibrio mettendoci nelle condizioni di programmare un bilancio che possa garantire lo sviluppo della città. La nuova liquidità svincolata per le casse comunali mette in sicurezza i servizi e riduce le tasse finora elevatissime».

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Rifiuti, un nervo scoperto

Anche i rifiuti sono un nervo scoperto: la città in molti punti è sporca. Ma Falcomatà tira in ballo la Regione. Parla di un vero e proprio «boicottaggio, con il blocco delle discariche, un giochetto che i cittadini hanno capito. Il problema non è la raccolta ma il conferimento». E continua: «Dobbiamo restare vigili. C'è il Recovery fund e altre sfide da cogliere, pensando a infrastrutture, servizi, opere pubbliche, formazione e lavoro».Poi torna a posare lo sguardo sulla città, oltre depuratori e bonifiche. Sui «luoghi del cuore, quelli che rappresentano l'identità di Reggio Calabria, il suo futuro partendo dalla sua Storia». Allude il sindaco ad alcune operazioni che stanno cambiando la fisionomia urbana. Oggi sul chilometro più bello d'Italia, il lungomare reggino intitolato a Italo Falcomatà, padre di Giuseppe, che è stato uno dei sindaci più amati della città, si erge l'opera monumentale di Edoardo Tresoldi: un grande colonnato realizzato in rete metallica che disegna come in trasparenza una nuova agorà, «per ricordarci i fasti della nostra civiltà greca da cui proveniamo». L'effetto notturno in riva allo Stretto è mozzafiato.

Il nuovo Waterfront

Ma il profilo della città sarà definitivamente cambiato con il completamento del nuovo lungomare, il Regium Waterfront, da Catona a Bocale. Radicali gli interventi strutturali lungo la fascia costiera (da ultimare il ponte di collegamento sulla fiumara di Calopinace), con un parco che attraversa il Rione dei Ferrovieri fino agli stabilimenti Hitachi, riqualificando le aree abbandonate e l'affaccio sullo Stretto ben oltre quel tratto di lungomare che costeggia il centro. Lì dove Athena guarda Reggio, proteggendola dai suoi nemici. Fu Italo Falcomatà a cambiare posizione alla statua: non più rivolta con la lancia verso il mare ma di spalle, verso la città. Perché i nemici, dicono i reggini, arrivano da dentro.


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