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A Remo Rapino il Premio Campiello con “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”

Il verdetto della Giuria dei Trecento lettori che sceglie il vincitore nella Cinquina del premio promosso dagli Industriali del Veneto è stato annunciato in Piazza San Marco

di Redazione Domenica

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(ANSA)

Il verdetto della Giuria dei Trecento lettori che sceglie il vincitore nella Cinquina del premio promosso dagli Industriali del Veneto è stato annunciato in Piazza San Marco


2' di lettura

È Remo Rapino, abruzzese di Lanciano, ad aggiudicarsi la 58esima edizione del Premio Campiello con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (Minimum Fax).

Il verdetto della Giuria dei Trecento lettori che sceglie il vincitore nella Cinquina del premio veneziano promosso dagli Industriali del Veneto è stato annunciato sabato sera nel corso di una suggestiva edizione organizzata in Piazza San Marco, cioè in un contesto tutto nuovo per il premio, imposto dalle esigenze di sicurezza sanitaria.

Altri quattro finalisti

Novantadue voti hanno incoronato il romanzo di Rapino, lasciando ben distaccati gli altri quattro finalisti, cioè nell'ordine il chioggiotto Sandro Frizziero con Sommersione (Fazi), Ade Zeno con L'incanto del pesce luna (Bollati Boringhieri), Francesco Guccini con Tralummescuro (Giunti) e Patrizia Cavalli con Con passi giapponesi (Einaudi).

A selezionare la cinquina, in un'edizione resa più complicata e sofferta da vari contrattempi, era stata in primavera la Giuria dei Letterati composta da Federico Bertoni, Daniela Brogi, Silvia Calandrelli, Chiara Fenoglio, Luigi Matt, Ermanno Paccagnini, Lorenzo Tomasin, Roberto Vecchioni ed Emanuele Zinato, oltreché da Philippe Daverio che, prematuramente scomparso solo quattro giorni prima della premiazione, è stato ricordato in uno dei momenti più toccanti della cerimonia.

Opera prima

La stessa giuria ha scelto anche la vincitrice del premio per l'opera prima, la siracusana Veronica Galletta con Le isole di Norman (Italo Svevo), mentre il Comitato di gestione della Fondazione Campiello ha assegnato il premio alla carriera ad Alessandro Baricco, intervistato durante la serata da un'impeccabile Cristina Parodi.

Campiello Giovani

Alla ventenne napoletana Michela Panichi è andato il premio Campiello Giovani. Non era scontato che, tra le mille difficoltà del contesto pandemico, l'edizione 2020 del premio arrivasse alla sua conclusione: gli sforzi necessari per farlo riuscire anche quest'anno sono stati sottolineati dal Presidente degli industriali veneti, il neo-insediato Enrico Carraro, affiancato in piazza San Marco da due “padrini” come il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Il romanzo premiato, Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, è una sorta di compendio della storia italiana novecentesca letto con gli occhi di una cocciamatta, una sorta di scemo del villaggio dotato di un insospettabile acume, nato durante il fascismo e vissuto attraverso guerra, dopoguerra e alba del secolo ventunesimo: la sua caratteristica voce, che mescola italiano e dialetto in un flusso che aderisce al parlato spontaneo, ha evidentemente conquistato i lettori con la sua intensa e straniante carica di empatia. Bonfiglio resterà forse fra i matti esemplari della letteratura italiana di questo secolo.


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