TERRITORI EMERGENTI

A Rende l’Unical spinge l’information technology

di Donata Marrazzo

2' di lettura

L’information technology parla calabrese. Nell’area industriale di Rende, a ridosso di Cosenza, una vasta zona produttiva è specializzata nel settore informatico, uno dei distretti più avanzati in Europa. Una piccola Silicon Valley con molte imprese nate per gemmazione dall'Università della Calabria. Gli spin off dell’Unical sono una quarantina e fatturano complessivamente dieci milioni l’anno. Non temono neanche il Covid: sono talmente innovativi da non aver risentito degli effetti della pandemia. Alcuni sono ormai sul mercato da oltre 15 anni. Accanto a colossi dell’Ict come Nttdata, azienda globale nata in Giappone, con centri di ricerca e sviluppo a Tokyo, Cosenza e Palo Alto, il distretto tecnologico calabrese vanta realtà in crescita che trovano spazio nelle fiere e nei mercati internazionali. La startup Revelis, che realizza soluzioni di Intelligenza Artificiale, per esempio, è stata tra le proposte più attrattive della Gitex Technology Week di Dubai, la più importante fiera delle tecnologie digitali del Medio Oriente. Particolari apprezzamenti hanno ricevuto le sue tecnologie per il controllo dei consumi idrici e di stabilità dei target antropici e naturali, ma anche le soluzioni per il monitoraggio in tempo reale dell’osservanza delle misure di sicurezza contro la diffusione del Covid-19. «Unical, con la sua capacità di fare ricerca e produrre competenze, ha reso attrattivo il nostro territorio – afferma Fortunato Amarelli, presidente di Unindustria Cosenza e del Digital Innovation Hubs –. L’innovazione tecnologica, in un tempo in cui non è più così facile essere globali e le aziende pensano al reshoring, diventa una opportunità ancora più grande proprio per quelle aree del Paese in ritardo di sviluppo».

Che sia stata l’università a dare impulso al distretto tecnologico di Rende Cosenza, lo conferma anche Maurizio Muzzupappa, docente del dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica e gestionale, delegato del rettore al Trasferimento tecnologico: «Il nostro ateneo punta da sempre sulla formazione, anche attraverso la creazione di spazi di contaminazione tra studenti e laureati di discipline diverse per promuovere la cultura dell’imprenditorialità, dell’innovazione e del fare, come pure l’interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento. Abbiamo interesse a non disperdere il nostro patrimonio culturale». E presto si farà innovazione anche nel centro storico della città bruzia: all’interno del Convitto Telesio, nascerà un incubatore di imprese in ambito turistico e culturale. Il progetto è finanziato dal ministero della Cultura con oltre un milione di euro.

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