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A Renzo Rosso il 40% di Benanti. Scommessa sul vino dell’Etna

La Red Circle Investments di Renzo Rosso ha rilevato il 40% della storica cantina della Doc Etna Benanti Viticoltori

di Giorgio dell'Orefice

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3' di lettura

Per la sua nuova avventura nel vino, un business che lo vede impegnato sempre di più in prima persona, Renzo Rosso sbarca ora sull’Etna. D’altro canto, un imprenditore vulcanico come il patron di Diesel non poteva che essere attratto da un vulcano. La Red Circle Investments (che fa capo a Otb, holding da 1,5 miliardi di euro di fatturato e che detiene marchi della moda come Diesel, Maison Margiela, Marni, Jill Sander) ha infatti rilevato il 40% della storica cantina della Doc Etna Benanti Viticoltori, in uno dei territori considerati tra i migliori al mondo per la produzione di vini di qualità.

L’azienda Benanti

L’azienda fondata dal Giuseppe Benanti nel 1988 è oggi condotta dai figli del fondatore Antonio e Salvino, produce circa 250mila bottiglie da viticoltura biologica e rappresenta l'unica cantina presente su tutti e quattro i versanti della Doc Etna. «Questo ci è sembrato il momento ideale per aprire a nuovi investimenti – ha commentato Salvino Benanti – per dare nuovo impulso alla nostra crescita attraverso la realizzazione di progetti già in cantiere». «Porteremo avanti – ha aggiunto Antonio Benanti – progetti di potenziamento strutturale e fondiario e di sostenibilità ambientale».

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L’investimento di 7,5 milioni

Renzo Rosso entra in Benanti rilevando (con un investimento da 7,5 milioni) una partecipazione significativa, ma ancora di minoranza con la prospettiva però di investire ancora per far crescere la cantina, a cominciare dal potenziale produttivo, ma anche il proprio impegno.

L’imprenditore non è nuovo per il settore del vino: è presente infatti da quasi trent’anni con Diesel Farm, l’azienda vinicola sulle colline di Marostica (Vicenza) che nel tempo ha ottenuto molteplici riconoscimenti internazionali. Nel 2021 Red Circle Investments ha anche acquisito una partecipazione rilevante in Masi agricola, azienda leader dell’Amarone della Valpolicella e che ha recentemente annunciato performance economico-finanziarie da record (Masi è quotata al listino Aim di Borsa Milano).

La cantina come un atelier

«Sono entrato nel mondo del vino da amatore – ha detto Rosso – ma negli anni ho sviluppato conoscenze e competenze che, unite alla mia esperienza imprenditoriale, hanno dato forma alla mia visione di questo settore. Mi piace pensare a una cantina come a un atelier in cui vengono usate tradizioni millenarie assieme alle tecnologie più avanzate per creare prodotti unici, a volte perfino customizzati. Sono onorato di poter lavorare con la famiglia Benanti che reputo best in class dell’area, e soprattutto con due giovani appassionati e moderni come Antonio e Salvino. Forti del contributo portato nei mesi passati in Masi, i cui risultati sono indiscutibili, porteremo i nostri valori e le nostre competenze anche in un’azienda gioiello come Benanti, in questa regione, la Sicilia, che amo da sempre».

L’Etna riprende ad attrarre investimenti

Lo sbarco di Rosso può rappresentare una vera e propria svolta per la Doc Etna, ormai già da tempo nel mirino degli investitori. Un territorio nel quale hanno terreni in conduzione alcune tra le più importanti cantine siciliane da Tasca d’Almerita a Planeta oltre a Tornatore, Franchetti, Terrazze sull’Etna solo per citarne alcune.

Appena qualche anno fa da queste parti Angelo Gaja, forse il viticoltore italiano più famoso all’estero, ha siglato una joint venture col produttore Alberto Graci. Adesso dopo la parentesi della pandemia l’Etna riprende ad attrarre investimenti di rilievo e tra gli addetti ai lavori c’è già chi si chiede, dopo questo nuovo sbarco, come cambieranno nei prossimi mesi le quotazioni dei vigneti che attualmente si aggirano attorno ai 150mila euro a ettaro.

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