la grande architettura che cambia il territorio

A Riola (Bologna) un museo e un centro studi per il genio di Alvar Aalto

di Natascia Ronchetti


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2' di lettura

Era il 1966 quando Alvar Aalto mise piedi per la prima volta a Riola, frazione di 900 abitanti tra Vergato e Grizzana Morandi, nella provincia di Bologna. Lui, luterano, era stato chiamato dal cardinale Giacomo Lercaro a realizzare una chiesa che testimoniasse l'ondata di rinnovamento impressa al cattolicesimo dal Concilio Vaticano II, che si era concluso un anno prima. Un incarico accettato inizialmente non senza alcune perplessità, a causa della diversa fede religiosa. Ma diventato poi esempio di una modernità architettonica basata sull'idea che il costruito deve interagire con il paesaggio, idea che ha pervaso tutta l'opera del grande architetto finlandese. Oggi la chiesa di Santa Maria Assunta diventa fulcro di un polo culturale dedicato a uno dei maestri del movimento moderno: 300 metri di distanza la separano dal luogo in cui nascerà il Museo e Centro internazionale Alvar Aalto, con quattrocento metri quadrati di area espositiva.

La nuova struttura ospiterà la vasta documentazione di archivio relativa alla progettazione e realizzazione dell'edificio religioso, unica opera che porta la firma di Aalto in Italia e testimonianza di un sodalizio che doveva rappresentare, nel cuore dell'Appennino bolognese, il ritorno al messaggio evangelico sancito dal Concilio. Oltre alla documentazione pubblica, il museo renderà fruibili gli archivi privati fino ad ora non consultabili come quelli della famiglia Tamburini e degli architetti Giorgio Trebbi, Glauco e Giuliano Gresleri, Federico Marconi. In esposizione ci saranno anche gli scritti che nel corso degli anni hanno costituito lo scambio epistolare tra Lercaro e Aalto.

Una operazione voluta dal Comune di Grizzana Morandi, con un investimento di 600mila euro – dei quali 240mila messi a disposizione dalla Regione – per fare della chiesa e del museo il perno di un piano di valorizzazione dell'intera vallata. «Un punto di riferimento per i nuovi orizzonti della cultura e dell'architettura», dice il sindaco del comune del Bolognese, Graziella Leoni. Il museo e il centro studi saranno aperti entro la fine dell'anno con il completamento della ristrutturazione della Meeting Hall dell'ex Centro Tamburini di Riola, messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. Centro che per mezzo secolo è stato il punto di riferimento di studiosi provenienti da tutto il mondo per vedere prototipi di edilizia innovativa, dal Padiglione dell'Esprit Noveau di Le Corbusier alle “Torri” del giapponese Kenzo Tange.

La direzione tecnica del museo sarà affidata all'architetto Lorenzo Gresleri, la curatela delle mostre e degli eventi culturali a Raimonda Zizzi Bongiovanni. Per Bologna e il suo entroterra, in pieno boom turistico (dieci anni fa la città metropolitana totalizzava 1,9 milioni di presenze all'anno, oggi ha raggiunto quota 4,5 milioni), anche un investimento sul turismo culturale in un'area dove sono presenti il museo Casa Morandi, dedicato al grande pittore emiliano Giorgio Morandi, e il castello Rocchetta Mattei. La Chiesa di Santa Maria Assunta fu costruita tra il 1975 e il 1980. Fu la prima chiesa cristiana progettata da Aalto che la volle piena di luce, con ampie e frastagliate vetrate tra i vari archi portanti della copertura superiore.

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