Cinema

A Roberto Benigni il Leone d’oro alla carriera

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, su proposta del direttore della Mostra Internazionale del Cinema, Alberto Barbera

di Stefano Biolchini

Venezia, a Benigni Leone d’oro alla carriera

2' di lettura

«Roberto, Roberto» gridò una raggiante Sophia Loren quando al Roberto nazionale, al secolo Roberto Benigni da Castiglion Fiorentino, venne assegnato il premio Oscar. correva l’anno 1999 e il suo “La vita è bella” di statuette ne vinse tre, quella al miglior attore, quella per miglior film straniero e quella alla miglior colonna sonora. La suspence non sarà uguale ma il premio fa tremare comunque i polsi: a Roberto Benigni è stato assegnato il Leone d'oro alla carriera della settantotesima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Lo ha annunciato con un comunicato la Biennale. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, che ha fatto propria la proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera.

Gioia e gratitudine

“Il mio cuore è colmo di gioia e gratitudine. È un onore immenso ricevere un così alto riconoscimento verso il mio lavoro dalla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia” è stato il commento alla notizia del premiato Benigni con il Leone d'Oro alla carriera alla Mostra di Venezia.

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Alberto Barbera

“Sin dai suoi esordi, avvenuti all'insegna di una ventata innovatrice e irrispettosa di regole e tradizioni Roberto Benigni si è imposto nel panorama dello spettacolo italiano come una figura di riferimento, senza precedenti e senza eguali” ha dichiarato il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera commentando il Leone d'Oro alla carriera. “Alternando le sue apparizioni su palcoscenici teatrali - prosegue Barbera -, set cinematografici e studi televisivi con risultati di volta in volta sorprendenti, si è imposto in tutti in virtù della sua esuberanza e irruenza, della generosità con cui si concede al pubblico e della gioiosità appassionata che costituisce la cifra forse più originale delle sue creazioni”.

“Con ammirevole eclettismo, senza mai rinunciare a essere se stesso - ricorda Barbera - è passato dal vestire i panni dell'attore comico tra i più straordinari della pur ricca galleria di interpreti italiani, a quelli di regista memorabile in grado di realizzare film di enorme impatto popolare, per trasformarsi da ultimo nel più a apprezzato interprete e divulgatore della “Divina Commedia” dantesca”.

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