Weekend in città

A Roma nelle case di Calvino e Balla incontrando anche Salgado e Klimt

Numerosi appuntamenti con l’arte ma anche una parentesi romantica che si rinnova da 128 anni come sorseggiare uno special blend caldo da Babingtons

di Luca Bergamin

La casa di Giacomo Balla che si può visitare col Museo Maxxi

3' di lettura

Il sogno dei lettori di Italo Calvino era di incontrarlo nello studiolo della sua casa di Campo Marzio. Adesso quell'esperienza in un certo qual modo si può compiere alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dove sono state ricreate le suggestioni del suo luogo prediletto di scrittura. Le librerie a lui più care fanno bella mostra nell'ordinamento originario con doppie file di libri a palchetto, nella Sala dedicata alla letteratura. Si possono sfiorare con gli occhi le scrivanie possedute a Torino, Parigi e appunto Roma. E soprattutto si ammirano le macchine da scrivere, il tavolo dove ha preso vita Palomar, le opere donategli dagli amici artisti.

Lo studiolo di Italo Calvino allestito nella Biblioteca Nazionale Centrale

Anche le fotografie private, i souvenir di viaggio e piccoli oggetti come una sfera permettono di immergersi in questa atmosfera profondamente calvinista (http://www.bncrm.beniculturali.it/).

Loading...

L'altra esperienza artistica immersiva del momento è resa possibile dal Maxxi che possiede materialmente le chiavi di quella che fu, nel quartiere Prati, la casa dalle pareti affrescate personalmente in cui Giacomo Balla visse per trent’anni con la moglie e le due figlie anch'esse artiste. La meraviglia è grande: l'artista futurista, infatti, ha tramutato quell'abitazione in una sua opera. Dai muri al mobilio sino agli oggetti del mestiere, tutto richiama la concezione cromatica e materica di Balla.

La casa di Giacomo Balla che si può visitare col Museo Maxxi

Tornati nella sede del museo, si è come acciuffati dalle liane che penetrano le fitte trame umane e arboree dell'Amazônia di Sebastiao Salgado, venendo colpiti dalla fragile resilienza delle persone, esalatati dalla forza dei fiumi e degli alberi, la grandiosità delle montagne e delle tempeste (https://www.maxxi.art/). Il bianco e nero del fotografo brasiliano restituisce tutto il pathos dei sei anni che ha trascorso tra il clangore e i silenzi di questa terra di magia, mistero, delicatissima bellezza.

Un tè da Babingtons prima di Artemisia e Plautilla

È questo il momento dell'anno in cui viene, al calare precipitoso del sole, un gran voglia di un tè nero e di scone caldi con la panna da Babingtons. I romani lo sanno che non c‘è posto più fascinoso di questa sala ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti (anche Elizabeth Taylor e Richard Burton che flirtavano a questi tavoli) accanto alla Keats and Shelley Memorial House per celebrare tale rito. Si tratta di un appuntamento romantico e letterario che si rinnova da 128 anni: sorseggiare uno special blend caldo dentro una tazza di porcellana tra boiserie e specchi originali immette nel corpo e nello spirito un aristocratico tepore.

Proprio questa miscela permette di proseguire questo Grand Tour dell'arte a Palazzo Braschi dove va in scena Klimt. La Secessione e l'Italia, un viaggio nelle eteree emozioni che l'artista viennese al cospetto delle sue muse-amanti sapeva trasformare in capolavori, davvero bene allestiti in questo palazzo ottocentesco (http://www.museodiroma.it/it/sede/palazzo_braschi).

È del resto un avvio di dicembre scandito da appuntamenti artistici di grande richiamo: a Palazzo Barberini, va visitato il nuovo allestimento delle Sale del Cinquecento per poi accedere a quelle del Seicento e soprattutto all'esposizione Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta. Violenza e seduzione nella pittura tra Cinquecento e Seicento, in cui questi due geni mostrano tutto il loro immenso talento. Mentre alla Galleria Corsini, un'altra protagonista, meno appariscente, più pratica ma altrettanto iconica, Plautilla Bricci diventa protagonista della sua silenziosa, sorprendente rivoluzione in pittura e architettura (https://www.barberinicorsini.org/).

All’Art by the Spanish Steps come in un collegio design

Siamo ormai nella stagione dei regali. Il primo lo si può fare a se stessi, soggiornando all'Hotel Art by the Spanish Steps in quello che era un antico collegio, dove il connubio tra il passato architettonico e il design minimalista contemporaneo è davvero armonioso. Ci si può anche rilassare nella spa tra le piante di kenzia (https://www.gruppouna.it/esperienze/hotel-art-by-the-spanish-steps). E poi si trova in quella Via Margutta che ha vocazione antica e naturale per l'arte: Picasso e De Chirico hanno trascorso qui lunghi periodi, adoravano parlare agli antiquari (W. Apolloni e Turchi sono storici atelier di antichità) che ancora oggi pullulano in questa strada accanto a Piazza di Spagna.

La sala colazioni dell'Hotel Art By The Spanish Steps che era un collegio

Un'esperienza nuova e antica insieme è quella di varcare la soglia del Mausoleo di Augusto che l'Imperatore concupì dopo avere visitato quello di Alessandro Magno in Egitto. Come gran finale, si può cenare al Ristorante Tazio all'Anantara Palazzo Naiadi di Roma tra foto di epoca e cucina mediterranea gourmet: dopo il pasto, fatevi accompagnare a vedere i mosaici romani al piano inferiore. E poi dalle stanze si abbraccia con lo sguardo quell'alcova architettonica di Piazza della Repubblica (anantara.com/palazzonaiadi).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti