dal 9 all’11 novembre

A Roma il festival dell’economia, in scena l’impresa di crescere


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2' di lettura

L’economia è ormai inserita a pieno titolo all’interno della nostra vita quotidiana, come mostrano i dibattiti e le prese di posizione in scena in questi giorni relativamente ai contenuti e ai riflessi della manovra economica messa a punto dal governo. Ma se si esclude la tradizionale platea degli addetti ai lavori, continua a emergere un’indubbia necessità di accrescere il livello medio di conoscenza su fenomeni complessi, quali gli effetti tuttora controversi dalla globalizzazione, ma anche sulle nuove frontiere dell'intelligenza artificiale, al pari del divario che continua a sussistere in Italia tra le regioni più sviluppate del Nord e il Sud, oltre ai temi legati all'innovazione e ai nuovi modelli di business e organizzazione del lavoro.

È dunque da accogliere con favore la seconda edizione del Festival “Economia Come, l'impresa di crescere”, al via dal 9 all’11 novembre presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma. Tre giorni di riflessioni a tutto campo sull'economia, articolati in 30 appuntamenti: dibattiti politici, dialoghi, frontiere, visioni, storie, grandi interviste e focus, organizzati dalla Fondazione Musica per Roma e dalla Camera di Commercio di Roma, e promossi da Invitalia con la consulenza di Laterza Agorà. Dall'intervento dell'economista di Harvard Alberto Alesina a quello dello scienziato tedesco Jurgen Schmidhuber e al dialogo con il ministro per il Sud Barbara Lezzi.

In programma, tra gli altri, anche l’intervento dell’economista Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici presso l’Università Cattolica di Milano, di Colin Crouch e del Presidente dell'Observatoire Francais des conjonctures Economiques Jean-Paul Fitoussi. I dati diffusi dall’Istat sull'andamento della nostra economia nel terzo trimestre dell'anno mettono in luce – lo ha rilevato l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – che il dibattito in corso sul livello di deficit fissato dal governo al 2,4% del Pil nel 2019 deve necessariamente spostarsi sul “denominatore”, perché solo un'azione incisiva di sostegno alla crescita è in grado di avviare la graduale riduzione del deficit e del debito. Difficile ritenere che tali problematiche possano esaurirsi in messaggi via Twitter oppure nei talk show televisivi. Occorre accrescere il livello di conoscenza e di consapevolezza anche presso un pubblico di non specialisti.

Lo scorso anno la prima edizione del Festival è stata seguita da 7 mila persone. Si punta quest'anno a incrementare il numero di presenze. Ne sono convinti sia Aurelio Regina, presidente della Fondazione Musica per Roma, José Ramon Dosal, amministratore delegato della stessa Fondazione, Arcuri oltre a Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, che hanno illustrato in conferenza stampa i contenuti e gli obiettivi della seconda edizione del festival. In primo piano soprattutto lo stato attuale dell’economia italiana, in un passaggio complesso che vede il Governo alle prese con una manovra economica i cui contenuti sono stati giudicati dalla Commissione europea tali da evidenziare uno scostamento “netto e chiarissimo” dalla regole europee. L'andamento dello spread impone una riflessione che potrebbe portare a una diversa modulazione delle due misure portanti della manovra, il reddito di cittadinanza e la revisione della legge Fornero attraverso l'introduzione della cosiddetta quota 100. In primo piano anche il tema della revisione strutturale della spesa, che Cottarelli non mancherà di sottolineare alla luce della sua esperienza di ex commissario alla spending review.

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