google fuori dalle prime 25 posizioni

A Salesforce lo scettro di miglior posto al mondo dove lavorare

di Biagio Simonetta

2' di lettura

Sembrava un predominio incontrastabile. E invece il muro è caduto. Per la prima volta dopo cinque anni, Google non è più tra i migliori posti al mondo dove lavorare, secondo la tradizionale classifica “World's Best Workplaces 2017” stilata da Great Place to Work. A prendersi lo scettro è un'altra tecnologica americana: Salesforce. Ma la vera notizia è che Big G è letteralmente scomparsa dalle prime 25 posizioni. Una debacle in parte inspiegabile, sulla quale nessuno ha rilasciato commenti ufficiali. I criteri per la stesura della classifica sono abbastanza rigidi, ma Google ha dato prova di saperli rispettare molto bene nell'ultimo quinquennio.

Il processo di indagine ha visto coinvolte 6.600 organizzazioni, in rappresentanza di 10 milioni di collaboratori in tutto il mondo. «Le 25 aziende che fanno parte della classifica di quest'anno – hanno detto da Great Place to Work - dimostrano il loro continuo impegno nel miglioramento del mondo del lavoro e un approccio innovativo al business e alla cultura aziendale».

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Il nuovo podio
Il podio della “World's Best Workplaces 2017” è variegato. Al primo posto, come detto, c'è la californiana SalesForce. L'azienda, con sede a San Francisco, si occupa di cloud computing ed è balzata agli onori della cronaca nei mesi scorsi, quando ha prima provato a strappare LinkedIn dalle mani di Microsoft, e poi ha cercato un approccio per acquistare Twitter. È stata fondata nel 1999 e oggi conta 28mila dipendenti in tutto il mondo. Seconda piazza per The Adecco Group, multinazionale da 33mila dipendenti in tutto il mondo con sede a Glattbrugg (Svizzera), specializzata nella selezione del personale. Terzo gradino del podio, invece, per la statunitense SAS Institute, 14mila dipendenti, multinazionale produttrice di software di business intelligence.

La rivincita di manifatturiero e servizi
Analissando l'elenco delle 25 aziende contenute nella classifica, quello che emerge è una rivincita abbastanza importante di settori come il manifatturiero sull'egemonia tecnologica. Chi si aspettava i grandi nomi (oltre a Google i soliti Facebook, Microsoft, Apple eccetera) rimane decisamente deluso. L'indagine di Great Place to Work non li classifica nei miglior posti dove lavorare, anche se c'è da tener presente che alcuni criteri per la redazione della classifica sono molto rigidi e potrebbero escluderne a priori la presenza.

Subito sotto il podio, comunque, ci sono l'americana Mars e la brasiliana Natura. Entrambe del settore “Manufacturing & Production”, la prima può contare su circa 62mila dipendenti in tutto il mondo, la seconda, invece, di dipendenti ne ha poco più di 8mila. Stesso settore per Stryker, Diageo, W. L. Gore & Associates e Hilti. Da segnalare anche la presenza di aziende della logistica (DHL che si posiziona ottava) e finanziarie (American Express è diciottesima). In classifica anche H&M, noto marchio di abbigliamento al dettaglio, che si posiziona ventiquattresima.

Relativamente all'Italia, nessuna azienda made in Italy è in classifica. Allo stesso tempo, però, il best workplaces 2017 del nostro Paese è la catena alberghiera Hilton, che a livello globale ricopre la nona posizione.

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