Il progetto energetico

A Sesto San Giovanni la prima biopiattaforma in Italia

Si spegne uno dei 13 inceneritori della Lombardia. L’azionista di controllo Cap holding intende realizzare per marzo 2023 una biopiattaforma ecologica per garantire il teleriscaldamento

di Sara Monaci

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2' di lettura

Si spegne un inceneritore, si prepara un nuovo biotermovalorizzatore. È quanto sta avvenendo a Sesto San Giovanni, dove ha finora avuto sede uno dei 13 inceneritori della Lombardia, capace di bruciare circa 65mila tonnellate di rifiuti inorganici all’anno. L’impianto è stato spento, per volontà dell’azionista di maggioranza della società di controllo, la multiutility dell’area milanese Cap Holding che ne ha recentemente rilevato l’80% (il resto è partecipato da 6 comuni dell’area).

Con un piano di investimenti da 47 milioni, recuperati dalla gestione della tariffa idrica, nascerà una nuova struttura capace di smaltire i fanghi della depurazione, un mix di umido e materiale organico utilizzato solitamente per l’agricoltura e che adesso potrà essere impiegato anche per il teleriscaldamento della città. Sarà operativa nel marzo 2023 e servirà l’area di Sesto San Giovanni.

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Il primo progetto approvato dopo 10 anni

È il primo progetto in Italia di questo tipo: di fatto si inaugura un modello di recupero che potrebbe essere esportato anche in altre città. La particolarità è l’impatto ecosostenibile, visto che la piattaforma sarà “carbon-neutra”, ovvero priva di emissioni di Co2 di origine fossile. Si tratta anche del primo impianto di termovalorizzazione autorizzato in Italia da quasi 10 anni a questa parte.

Nella nota della società di legge che «ha inizio il cammino della biopiattaforma, il polo di economia circolare a 0 emissioni di CO2 di origine fossile, capace di coniugare in un unico impianto un termovalorizzatore e un depuratore per convertire i fanghi di depurazione in energia pulita e bio-fertilizzanti, e trasformare la FORSU (frazione umida organica) in biometano, combustibile green che riduce le emissioni di anidride carbonica del 97%».

I lavori per la realizzazione della struttura partiranno subito, il primo aprile, con la demolizione del vecchio inceneritore.

La biopiattaforma a regime valorizzerà 65mila tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio della Città metropolitana di Milano. Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto, e che in alcuni casi si dovevano portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 19.500 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.

A premere sul bottone di spegnimento, Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap. «Economia circolare fa rima con impianti da realizzare e questo innovativo polo è la dimostrazione che si può partire da asset esistenti, da ripensare da zero, investendo in tecnologie sostenibili e avanzate per ridurre l’impatto ambientale e avere benefici economici per la cittadinanza sia nella bolletta dell'acqua che dei rifiuti. La biopiattaforma si caratterizza per la sua formula di governance equiparabile ai più moderni impianti europei», afferma Russo.

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