LA PRIMA FASE DELLA CAMPAGNA 

A una settimana dal V-day vaccinazioni al rallentatore in Lombardia, Molise e Calabria

Ritardi e problematiche sono legati alla mancanza di medici, al personale sanitario in ferie e alla carenza di siringhe di precisione

Coronavirus, ecco cosa si può fare il 4 gennaio

4' di lettura

Al via, a una settimana dal V-day - il giorno della somministrazione delle prime dosi del siero di Pfizer/BioNTech in tutti i paesi dell’Unione europea - la campagna vaccinale della Fase 1 in Lombardia, Molise e Calabria. Se da una parte in Italia è stata superata la soglia dei centomila vaccinati in una settimana per numero di somministrazioni ((il Paese è al secondo posto in Europa, dietro alla Germania); dall’altra i ritardi di alcune regioni hanno destato polemiche.

Ritardi e problematiche legati alla mancanza di medici, al personale sanitario in ferie e alla carenza di siringhe di precisione che hanno messo in apprensione anche altri membri dell'esecutivo e i tecnici, che hanno manifestato preoccupazione proprio nel corso vertice di Governo che si è tenuto domenica 3 gennaio, al quale hanno partecipato il premier Giuseppe Conte, i capigruppo della maggioranza, il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e i membri del Comitato tecnico scientifico.

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In arrivo altre 470mila dosi vaccino Pfizer

Domani, 5 gennaio, arriverà una nuova spedizione da parte di Pfizer, altre 470mila dosi da distribuire sul territorio nazionale. Si tratta della seconda tranche delle spedizioni destinate al nostro Paese che in questa prima fase ha diritto a 3,4 milioni di dosi. I farmaci saranno distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione indicati dalle regioni al commissario per l'emergenza Domenico Arcuri.

Zampa assicura: entro aprile 13 milioni di vaccinati

«È evidente - ha affermato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa intervistata su Radio Rai 1 - che se ci sono a disposizione 470mila dosi di vaccino a settimana, quelle dosi vanno utilizzate tutte. Ad oggi ne sono state somministrate 170mila, le Regioni sono in via di rodaggio ma ci hanno comunicato che sono in grado di poter recuperare subito due giorni un po' lenti. Abbiamo ancora la possibilità di ottemperare all'obiettivo di arrivare a 13milioni di vaccinati entro la fine di marzo-inizio aprile», ha concluso.

Viminale convoca Comitato sicurezza su distribuzione vaccini

Nelle prossime ore il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese presiederà il Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica. La riunione è convocata «per un esame delle questioni di sicurezza ed ordine pubblico attinenti l'attuazione della campagna di distribuzione delle dosi vaccinali». Al Comitato parteciperà il Commissario Straordinario per l'emergenza Covid-19, Domenico Arcuri.

Riflettori puntati sulla Lombardia

L’attenzione è tutta sulla Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia: con il suo 3,8% di vaccinazioni effettuate rispetto alle dosi ricevute (80.595) è ancora in coda alla classifica sulle somministrazioni. Quella graduatoria è «agghiacciante», ha sottolineato l'assessore alla Salute della Lombardia, Giulio Gallera - «per non parlare - ha aggiunto - di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria».

La Lega “scarica” l’assessore: non rappresenta il governo lombardo

Ma la Lega, lo ha “gelato” specificando che le sue dichiarazioni «non sono state condivise e non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia». I sette governatori del Carroccio, da Fontana a Zaia passando anche per quelli di Sardegna, Friuli, Calabria, Umbria e Trentino - hanno chiesto di «garantire subito quanto promesso dal governo: personale sanitario per effettuare le vaccinazioni» per non rischiare «di mettere ulteriormente sotto stress un sistema già stremato».

La Lombardia non è l’unica regione a essere rimasta indietro. Nella parte bassa della classifica troviamo la Calabria (3,5%), la Sardegna (3,0%) e il Molise (1,7%). La Liguria è al 15% di copertura delle dosi arrivate.

Molise, parte fase operativa vaccinazioni

Oltre che in Lombardia anche in un’altra regione, di dimensioni molto più contenute, scatta la fase operativa per la somministrazione del vaccino anti Covid. È il Molosie: al momento sono 2.925 le dosi disponibili destinate al personale sanitario degli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli (Campobasso) e a operatori e ospiti delle Rsa e Case di riposo. Tre le criticità emerse nelle ultime ore, ha spiegato il governatore Donato Toma, quella relativa all'invio da parte del Ministero di siringhe non idonee alla somministrazione delle dosi. «L'ulteriore problema, venuto fuori nei giorni scorsi - ha fatto sapere - è stato superato attraverso l'utilizzo di scorte già reperite dall'Azienda sanitaria (Asrem) in altro modo. Va tenuta in considerazione, inoltre, anche l'atavica carenza di personale che il Molise sconta a seguito degli anni di Commissariamento e di blocco del turn-over». «È una criticità - ha detto il direttore generale Asrem, Oreste Florenzano - che abbiamo superato attraverso accordi con i Medici di medicina generale (Mmg) e attraverso l'utilizzo di prestazioni aggiuntive del personale in servizio. Stiamo anche scorrendo le graduatorie per la formazione delle squadre che si occuperanno delle vaccinazioni sul territorio nella 'fase 2' e abbiamo accolto, con grande favore, anche la disponibilità di medici volontari per il tramite degli Ordini dei Medici, che daranno il proprio aiuto nelle operazioni di sorveglianza delle sedute di vaccinazione».

Manca il personale per somministrare i vaccini

In generale, ci sono problemi nel reclutamento di dottori e infermieri: in diversi punti vaccinali il personale, anche alle prese con l'attività legata ai tamponi, è pronto a fare i doppi turni mentre in altri è stato necessario richiamare medici in pensione o ricorrere a volontari. Le difficoltà principali si sono verificate dove già prima scarseggiava il personale dedicato alle vaccinazioni tradizionali. In Calabria e in altre regioni, i medici sono costretti a somministrare le dosi anche fuori dall'orario di lavoro. Un freno, raccontano dalle corsie degli ospedali, sarebbe anche il vincolo di esclusività che impedisce di prestare opera extramoenia. C'è poi il fattore ferie del personale, motivo per cui in alcune strutture della Sardegna le vaccinazioni della 'fase 1', partiranno il 7 gennaio.

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