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A Smartland l’allarme delle Pmi: «Le idee ci sono, mancano le professionalità»

Iniziato alla Liuc di Castellanza il viaggio in 8 tappe per raccontare le eccellenze della manifattura lombarda, dalla robotica all’aerospazio

di Enrico Netti

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Sul palco di Smartland Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano, Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia e Marco Bonometti presidente Confindustria Lombardia (

Iniziato alla Liuc di Castellanza il viaggio in 8 tappe per raccontare le eccellenze della manifattura lombarda, dalla robotica all’aerospazio


3' di lettura

Una fame di competenze e di talenti in grado di lavorare con i materiali innovativi e le tecnologie del 21esimo secolo che alimentano la manifattura lombarda proiettata sui mercati del mondo. Un male che colpisce tante imprese lombarde.

Ne sa qualche cosa Rinaldo Ballerio, presidente Elmec informatica: «Non troviamo persone, giovani per i lavori più fighi e avanzati come la stampa 3D e la cybersicurezza – dice dal palco di Smartland –. Un membro del team di cybersicurezza ha sventato un attacco ai server di un nostro cliente. Ha 10 anni di esperienza ed è un ragazzo di 22 anni. Il problema è attrarre e trattenere i talenti».

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Un gap che Barbara Colombo, ad della Ficep, leader mondiale nella produzione di innovative macchine a controllo numerico, ha cercato di colmare «investendo nel capitale umano ma non troviamo i giovani. Pochi vanno agli istituti tecnici e per dare competenze trasversali abbiamo investito in una academy».

Al via da Varese e Alto Milanese Smartland, la Lombardia del futuro

La risposta arriva da Raffaella Manzini, direttore della Scuola di ingegneria industriale della Liuc Università Cattaneo di Castellanza che ricorda «I giovani devono essere parte di un progetto di lungo periodo».

L’ateneo varesino, con una platea di 350 persone, ha ospitato il 29 gennaio la prima tappa del roadshow «Smartland - Lombardia del futuro» iniziativa che in otto tappe racconterà le eccellenze della manifattura e dei servizi della regione. Una Regione leader nell’innovazione, nella ricerca scientifica, per numero di occupati, brevetti, export «una serie di numeri che sono l’orgoglio di questi territori – ha detto aprendo i lavori Fabio Tamburini, direttore del Sole-24 Ore –. È necessario raccontare la positività di questa Regione per contribuire ad avviare quel meccanismo virtuoso di cui tutto il Paese ha bisogno sia per dare la spinta necessaria a quelle aree della Lombardia che ne hanno bisogno».

Ricerca, innovazione, export le ricette delle best practice lombarde

Riccardo Comerio, presidente della Liuc, si rivolge agli oltre 300 imprenditori, molti alla terza quarta generazione, in platea ricordando che l’ateneo è stato creato dalle imprese per le imprese e «la Lombardia è l’effettivo motore dell’economia nazionale».

LE COMPETENZE CHE MANCANO
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Un motore che non riesce ad esprimere tutte le sue potenzialità. «Anche la Lombardia sta frenando. Non vogliamo arrenderci al declino dell’Italia ma purtroppo il Governo centrale non capisce o non sente i bisogni delle aziende – aggiunge Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia –. Chiediamo di realizzare una politica industriale per le imprese. In un momento in cui il nostro Paese è in grossa difficoltà dobbiamo avere il coraggio di dire che siamo sull’orlo del baratro».

Rischio che si allontana con l’innovazione, la ricerca didattica un lavoro sinergico tra mondo della formazione e imprese. Luca Gotti, responsabile macroarea territoriale Bergamo e Lombardia Ovest di Ubi Banca, aggiunge «il dato tendenziale del livello delle sofferenze nell’industria è sui livelli precrisi e si sono normalizzati – spiega –. Chi investe oggi rinnova e punta sui mercati internazionali».

Chi nella regione ha trovato terreno fertile per lo sviluppo è la francese Sanofi (farmaceutico) che a pochi chilometri da Castellanza ha il polo industriale di Origgio. Qui nel 2023 verranno trasferite le produzioni che ora si fanno in Spagna. Efficienza, qualità delle maestranze e lean manufacturing gli ingredienti del successo che hanno permesso di vincere la gara tra gli altri plant della multinazionale.

A queste qualità si devono aggiungere la sostenibilità. Il tessuto denim elatico prodotto da Candiani, è smart e green perché i polimeri impiegati sono di origine naturale, biodegradabili e compostabili. Viene utilizzato per realizzare i jeans di una decina di brand di moda tra cui Stella McCartney. Uno dei tanti successi delle strategie innovative e green adottate dalle Pmi del territorio.

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