st. moritz

A St. Moritz tra cannoncini e cucina british

di Fernanda Roggero

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1' di lettura

Se siete fortunati vi manteca i paccheri in diretta a bordo tavola Francesco, uno dei fratelli della mitica famiglia Cerea, cui spetta di diritto il Guinness dei primati dell’accoglienza. Che sia a casa, nel locale tristellato sulle colline bergamasche o sulle cime dell’Engadina l’abbraccio goloso dei Cerea avvolge e conquista. Siamo a “Da Vittorio St. Moritz”, nelle sale ultracentenarie dell’hotel Carlton: qui si trovano tutti i piatti storici con incursioni montane (la costoletta di vitello con polenta morbida) e concessioni ai desiderata della clientela internazionale (caviale Beluga e tartufo d’Alba a go-go). Ma non ci si alza da tavola senza aver assaggiato i cannoncini riempiti di crema al momento.

Poco più in là, al Badrutt’s Palace, con la stagione si è inaugurata la nuova veste del celebre King’s Club. Il nightclub che ha accolto generazioni di giovani playboy e tutto il jet-set in trasferta invernale ha cambiato volto e nome. Oggi è King’s Social House, ha un approccio informale, le pareti affrescate da street artist e un’offerta gastronomica ridisegnata dallo chef Jason Atherton. Una selezione dei caratteristici piatti in condivisione del cuoco britannico: pesce, carne affumicata, il suo celebre Pork Pie Trolley, toast ai funghi porcini e aragosta arrosto con chips fritte in grasso d’anatra. Per finire con un bel punch.

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