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A Step la startup viene valutata sulla base delle emissioni tagliate

A Treviglio prende forma il parco tecnologico di Regas per ricerca e startup in ambito cleantech. Con un modello di business basato

di M.Cristina Ceresa

3' di lettura

AAA idee e soluzioni per abbattere la Co2 cercansi. Non mancherà il compenso. La call arriva da un imprenditore lombardo, Franco Jamoletti, fondatore e Ceo di Regas, azienda attiva da vent'anni nel mondo dell'energia, che dalla bassa bergamasca chiama a raccolta startup, scienziati e ricercatori per entrare a far parte di Step, un Innovation Hub in via di costruzione a Treviglio, nella Bassa bergamasca.

«Il tratto distintivo del nostro programma di incubazione e accelerazione – spiega Jamoletti - è che non ci limiteremo a insegnare alle startup a creare la propria strategia, come solitamente accade negli incubatori tradizionali, ma lavoreremo attivamente con loro, come fossimo un'unica squadra, al fine di ricercare il loro product market-fit e far decollare rapidamente il loro business».

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L'ambizioso obiettivo di Step (costituita in Srl benefit) è quello di diminuire, entro 5 anni dalla sua creazione, le emissioni di gas a effetto serra nell'atmosfera di ben 5 milioni di tonnellate.

Le selezioni delle startup inizieranno ai primi di marzo, ma sono già stati definiti i criteri di valutazione a partire dalla capacità del progetto di ridurre le emissioni di CO2. «Al momento della candidatura – precisa Jamoletti - chiediamo che venga esplicitata la capacità della soluzione tecnologica di ridurre le emissioni di CO2equivalente nell'atmosfera». Cui si deve aggiungere la portata innovativa e unicità della proposta: «Solo le proposte effettivamente disruptive saranno prese in considerazione».

Ovviamente, non può mancare una precisa fattibilità tecnica e la sostenibilità economica: «Accetteremo all'interno del parco unicamente startup con modelli di business sostenibili e profittevoli», così come la scalabilità e la replicabilità della soluzione.

Jamoletti ha in mente un piano di “royalty a progetto” perché non vuole procedere con un approccio consulenziale o da “erogatori di servizi” ma come “concretizzatore” di idee: «Una volta che le startup, grazie al nostro aiuto, riusciranno a realizzare le prime vendite chiederemo loro una percentuale su questi ricavi in grado di coprire le spese sostenute durante il percorso di incubazione». La percentuale sarà convenuta «in modo trasparente, all'entrata della startup nel Tech Park e sarà strettamente commisurata ai reali bisogni per industrializzare il prodotto e alle strategie necessarie per sfondare sul mercato».

Sul piatto 3 milioni e mezzo di euro che servono sia per costruire l'hub che per finanziare la decina di startup che, una volta selezionate entreranno in azione a giugno, ovvero quando sarà pronto il Parco Tecnologico che nasce da una riqualificazione dell'ex area industriale di Snam di Treviglio.
Una riqualificazione con tanto di depavimentazione per lasciare spazio al verde. Previsto, infatti, un parco verde di 15mila metri quadri progettato da Laura Gatti, la paesaggista che ha già curato il verde del Bosco Verticale a Milano.
«L'area attualmente ha un piazzale per parcheggio che occupa il 50 per cento dello spazio esterno – racconta l'agronoma -. Questo sarà rimosso per diventare il giardino delle startup. Uno spazio verde progettato a “onde” per creare ambienti diversificati dove gli “startuppari” possono aggregarsi o stare da soli se preferiscono, fare esperimenti pratici e anche giocare. Nel bosco esistente stiamo creando un percorso molto soft con materiale di recupero, con strutture per equilibrio, percorso sensoriale da fare (volendo) a piedi nudi e spazi per riunioni dove le sedie sono delle altalene».

La sostenibilità del progetto prevede anche la cura di altri elementi. «Tutto il ciclo dell'acqua – riprende la paesaggista - sarà sotto controllo, quindi riduzione dei consumi per irrigazione e “vegetated swale” tra le onde per favorire l'infiltrazione delle piovane».
Qui si trasferirà anche l'headquarter di Regas. «Non affitteremo gli spazi – spiega il Ceo -: non siamo uno spazio di coworking e il percorso che offriamo a imprenditori e startup non prevede il pagamento anticipato di nessun costo».

Uffici a orari flessibili, connettività a banda larga, desk completi e tutta una serie di spazi accessori come un anfiteatro per l'organizzazione di eventi e di elevator pitch, ampie meeting-room. Ma anche un'Officina 2.0: i prototipi delle soluzioni potranno vedere la luce qui. Come un vero campus, Step prevede anche una palestra attrezzata, un campo da basket, un servizio di bike sharing e ricariche per la mobilità elettrica per i fruitori del parco.

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