STRATEGIE

A Stoccarda studiano l’auto sportiva perfetta

di Giulia Paganoni

2' di lettura

È un obiettivo chiaro condiviso dalla nascita della marca sia dal fondatore Ferdinand Porsche sia dal figlio Ferry: creare un'auto sportiva perfetta.

Oggi, 70 anni dopo, la casa di Zuffenhausen ha rispettato l’impegno e offre una gamma completa che comprende auto da uso quotidiano fino alle più estreme che tra buche e sampietrini non sono il massimo del comfort ma che regolano sensazioni davvero uniche. È appena stata rinnovata l'iconica 911, la 992, che fa seguito alla seconda generazione di Macan spinta con motore benzina a seguito dell'annuncio dell'eliminazione dei motori diesel dalla gamma Porsche.

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Particolare e con un Dna che deriva dalla storia del marchio, è la 718 Cayman con il suo quattro cilindri Boxter provato nella versione Gts da 365 cavalli. Un'auto sportiva ma al tempo stesso elegante e da poter utilizzare anche nel quotidiano. Ha trazione posteriore e uno spunto 0-100 in 4,3 secondi.

Ma la marca di Stoccarda nell'immaginario comune rispecchia le prestazioni più estreme. Ed eccoci quindi a parlare di GT3 e la GT3 Rs con rispettivamente 500 e 520 cavalli. In entrambi i casi si tratta di motori aspirati, rimasti fedeli alla tradizione. Il primo disponibile sia con cambio manuale che Pdk mentre il secondo solo con Pdk. Lo spunto? Una differenza di 20 cavalli che permette alla GT3 Rs di avere la meglio con 3,2 secondi contro i 3,4 della Gt3.

Porsche è anche uno dei costruttori più attenti alle domande di mercato. Ne sono un esempio il suv Cayenne, che nel 2003 cambio le sorti del brand e il più compatto Macan.

Guardando al futuro della casa di Zuffenhausen, Pietro Innocenti, AD di Porsche Italia, ci ha raccontato come Porsche si stia preparando senza però rinnegare il proprio Dna sportivo ed enfatizzando la vocazione al piacere di guida.

In un momento in cui l’automotive punta su due strade (elettrificazione e guida assistita) una casa come porsche potrebbe essere penalizzata. Ma non è così. Infatti, Innocenti spiega che «Porsche sta lavorando sull'affidabilità. Sicuramente il comfort e la piacevolezza di guida dei modelli del marchio è difficile da trovare in altri prodotti, ma è necessario pensare anche alla sicurezza e alla diminuzione dello stress. Per questo sono stati introdotti alcuni sistemi di assistenza alla guida che raggiungono il livello 2+ su Panamera». Altra questione è l'elettrificazione, che include anche la perdita del sound. Ma Innocenti si dimostra fiducioso, «Qualsiasi suono è autentico e ha una radice ingegneristica. Oggi temiamo la perdita del sound del sei cilindri ma è solo perché il nostro orecchio è abituato a questo». Intanto comunque i dati di vendita dei modelli già in listino con l'opzione elettrificata continuano a salire.

Ricordiamo che Porsche entrerà a gareggiare dalla sesta stagione (2019) del Campionato di Formula E. Lo stesso anno vedrà l'arrivo sul mercato Taycan, conosciuta con il nome del progetto Mission E. Un modello da cui sono state mutuate le tecnologie per la monoposto elettrica.

Una lunga storia, quella di Porsche, che sembra non essere a rischio con i cambiamenti del settore, forse saranno l'opportunità per permettere al marchio di affermare ancora di più il suo Dna.

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