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A Stoccolma tonfo Ericsson dopo i conti trimestrali sotto le stime

Nel secondo trimestre ha registrato un aumento del 20% dell’utile netto a 4,7 miliardi di corone (circa 443 milioni di euro), mentre gli analisti in media puntavano su 5,3 miliardi

di Giuliana Licini

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Scivolone di Ericsson alla Borsa di Stoccolma, a causa dell’utile del secondo trimestre, in rialzo, ma inferiore alle attese. Il titolo della società svedese di tecnologie e servizi per le tlc è arrivato a perdere oltre dieci punti, una delle maggiori dell'indice Stoxx Europe 600. Nel secondo trimestre Ericsson ha registrato un aumento del 20% dell’utile netto a 4,7 miliardi di corone (circa 443 milioni di euro), mentre gli analisti in media puntavano su 5,3 miliardi. La società ha spiegato che il profitto risente dell’impennata dell'inflazione e dei problemi logistici dell’economia mondiale. «Le catene di approvvigionamento globali restano in una situazione complicata e le pressioni inflazionistiche sono forti. Il loro effetto combinato comporta un aumento dei costi che noi cerchiamo di limitare il più possibile», ha sottolineato il presidente e ceo della società, Borje Ekholm.

Il gruppo è stato anche penalizzato dall’uscita dal mercato russo, in corso, dopo la sospensione delle attività decisa in aprile. Ekholm ha spiegato nel corso di una conferenza telefonica che l’impatto finanziario negativo della Russia è stimato in circa 1,2 miliardi. Il fatturato è stato comunque sostenuto dal buon andamento delle vendite negli Stati Uniti e in Europa e ha segnato una crescita del 14% a 62,5 miliardi di corone. Il gruppo, che è alle prese con l’agguerrita concorrenza della cinese Huawei e la finlandese Nokia per la costruzione delle nuove reti 5G nel mondo, ha anche annunciato una riorganizzazione delle sue divisioni, che sarà operativa per il terzo trimestre.

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A incombere su Ericsson è anche, d’altro canto, l’affaire di corruzione in Irak nel decennio 2010, finito nel mirino della Giustizia statunitense e della Sec, che espone il gruppo al rischio di una pesante multa. Ericsson non ha dato particolari aggiornamenti sul dossier, limitandosi ad indicare che continua «ad essere in relazione con il Dipartimento di Giustizia e la Sec riguardo all’inchiesta in Iraq. L’esito non può essere stimato a questo stadio». Il gruppo, intanto, «è pienamente impegnato a collaborare con le autorità statunitensi».

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