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A Termini Imerese alta tensione tra gli operai dell’Ex Fiat

Sono 600 i lavoratori interessati: a giugno rimarranno senza Cassa integrazione. I sindacati chiedono una convocazione urgente al ministro Giorgetti

di Nino Amadore

4' di lettura

Il possibile disimpegno da parte del ministero per lo Sviluppo economico di 170 milioni, l’estensione degli incentivi della Regione siciliana che valgono 90 milioni ad altre aree, la mancata approvazione del programma presentato dall’amministrazione straordinaria di Blutec da parte del comitato esecutivo del Mise. Sono i tre punti messi sul tavolo dai sindacati nell’ennesima puntata di quella che è ormai la vertenza storica per il cosiddetto rilancio dell’area industriale di Termini Imerese e in particolare dello stabilimento che fu della Sicilfiat e che ora fa capo alla Blutec in amministrazione straordinaria. In ballo c’è il futuro di poco più di 600 operai cui a giugno scade la Cassa integrazione e di circa 300 operai di quello che fu l’indotto Fiat. In totale quasi 900 persone guardano con ansia a possibili piani di investimento nell’area e da giorni hanno avviato la mobilitazione con un obiettivo immediato: ottenere la convocazione del tavolo di crisi da parte del ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Una richiesta che è stata avanzata formalmente domenica anche dal presidente della Regione siciliana Nello Musumeci e dal sindaco della città metropolitana Leoluca Orlando.

Termini Imerese operai ex Fiat di nuovo in piazza

Termini Imerese operai ex Fiat di nuovo in piazza

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I timori di un disimpegno di Stato e Regione

Gli operai, dal canto loro, si dicono pronti a spostarsi a Roma e spunta la richiesta, da parte del sindacato, di una legge ad hoc per prorogare ulteriormente la Cassa integrazione. Lo dice Enzo Comella, segretario della Uilm Palermo: «Ancora non c’è un vero programma industriale necessario per recuperare questi fondi. Ma soprattutto occorre una norma di legge che crei continuità per gli ammortizzatori sociali. Per questo chiediamo un incontro urgente. Il governo nazionale, ma anche il governo Musumeci, devono dare subito risposte ai lavoratori». In questa fase non sembrano esserci buone notizie per i lavoratori di Termini Imerese e in generale per tutta l’area. 

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Notizie rese note nell’ambito dell’assemblea che si è tenuta nella giornata di oggi lunedì 15 marzo cui hanno partecipato tra sindaci del comprensorio, sindacati, Regione siciliana e commissari di Blutec: «Nel corso dell’incontro - dice Roberto Mastrosimone segretario regionale della Fiom Cgil che chiede un incontro urgente anche con l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano - abbiamo avuto una notizia preoccupante: il Mise avrebbe disimpegnato 170 milioni previsti per la reindustrializzazione di Termini Imerese, mentre la Regione siciliana vorrebbe destinare la propria quota di finanziamento, pari a 90 milioni, allargando il raggio di 50 chilometri. Se tutto questo fosse vero siamo pronti a portare gli operai a Roma a manifestare davanti al Mise, con noi ci saranno anche i sindaci del comprensorio». Dal canto suo l’assessore Turano spiega che per quanto riguarda la destinazione dei 90 milioni si tratta, in questa fase, di un’ipotesi di scuola «fatta con il solo obiettivo di rendere più attrattiva l’intera area che ruota attorno al sito di Termini Imerese». Diverso il discorso dei 170 milioni che fanno capo al Mise: in questo si tratta di fondi destinati alla Sicilia nel suo complesso così come previsto da un Accordo di programma firmato dalla regione siciliana e dal Mise l’anno scorso e dunque quelle risorse, in mancanza di una strategia concreta precisa a Termini Imerese, potrebbero essere dirottati in altre aree industriali siciliane e in particolare a Gela o a Catania.

Il ministero convoca gli amministratori straordinari Blutec

Il Mise ha intanto annunciato di aver convocato per venerdì 19 marzo un incontro con l’amministrazione straordinaria di Blutec. Sull'ipotesi di un presunto disimpegno del ministero sulla crisi, «si fa notare - puntualizza la nota - che i 170 milioni erano stati stanziati con Invitalia nel 2015 per un contratto di sviluppo, per un piano industriale che la proprietà non ha mai realizzato e quindi dopo la prima tranche non sono più stati erogati. Si ricorda, inoltre, che si tratta di distrazione di fondi pubblici per i quali il precedente proprietario, Ginatta, è ora sotto processo».

Il programma di rilancio bloccato

Altro punto è il programma di rilancio del sito con i progetti di cui si è parlato nei mesi scorsi e possibili altri interessi come quello di Amazon di cui però non c’è alcuna conferma: secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato il comune di Termini Imerese a contattare il colosso americano. «I commissari di Blutec ci hanno spiegato che nel programma consegnato al Mise si prevede l’ipotesi di una Newco con i creditori pubblici di Blutec dove fare confluire i lavoratori: questa soluzione va nella direzione che abbiamo auspicato. Il ministro Giorgetti convochi subito le parti sociali, il tempo stringe e a giugno scade la cassa integrazione» dice ancora Mastrosimone. I commissari straordinari di Blutec, riferiscono i sindacalisti, hanno dichiarato nel corso della riunione, che il piano presentato è stato modificato sostanzialmente perché non prevede più il licenziamento dei lavoratori, ma una soluzione concordataria che prevede la formazione di una Newco in cui i creditori pubblici deterranno le quote e assumendo i lavoratori, che poi andranno in distacco verso i possibili vari investitori che partiranno con le loro attività industriali. «I commissari confermano che ci sono diversi soggetti interessati ad investire ma senza l'approvazione del piano non è possibile proseguire - dice Antonio Nobile segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani -. Il governo nazionale deve convocare le parti, visionare il piano dei commissari e se le garanzie verranno confermate, approvarlo più velocemente possibile. Questo per scongiurare che i possibili investitori abbandonino il progetto per Termini, a causa dei tempi troppo lunghi senza che giunga alcuna risposta».

L’ultimatum di Smart City Group

Il riferimento di Nobile è in particolare ai progetti di investimento presentati dal Consorzio Smart City Group, il cosiddetto progetto Sud. Anche i vertici del consorzio nei giorni scorsi si sono fatti sentire con una nota che aveva il sapore dell’ultimatum: «Smart City Group riafferma la propria volontà di procedere con la realizzazione del progetto Smart Utility District nel sito Blutec di Termini Imerese. Smart City Group è però costretta a sottolineare di nuovo i rischi connessi ad un ulteriore allungamento della procedura da parte dell’amministrazione straordinaria di Blutec e del Mise. In assenza delle pre-condizioni, indispensabili per la definizione del progetto di riconversione del sito ex Fiat, è del tutto evidente che il Progetto Sud dovrà identificare una diversa localizzazione».

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