mobilità

A Torino arriva Olli, lo shuttle elettrico e senza autista

La vettura realizzata dagli americani di Local Motors trasporterà per 4 mesi dipendenti e ospiti negli spazi del campus delle Nazioni Unite

di Filomena Greco

default onloading pic

La vettura realizzata dagli americani di Local Motors trasporterà per 4 mesi dipendenti e ospiti negli spazi del campus delle Nazioni Unite


2' di lettura

Uno shuttle da 8 posti, con autonomia di guida a livello 4 costruito dagli americani di Local Motors. Si chiama Olli e sarà sperimentato nei prossimi quattro mesi all’interno del Campus delle Nazioni Unite a Torino. Elettrico - con 50 chilometri di autonomia - e realizzato con componenti stampati in 3D, Olli servirà nei prossimi mesi per trasportare i dipendenti e gli ospiti del campus in uno spazio di viabilità chiuso e adatto alla sperimentazione di nuovi modelli di mobilità.

Shuttle senza pilota a Torino

La città di Torino, insieme ad Amsterdam, ha vinto lo scorso anno il challenge internazionale di Local Motors, organizzato per la selezione dei migliori contesti urbani per testare lo shuttle a guida autonoma. Il progetto rientra nelle attivita del Torino City Lab, la piattaforma avviata tre anni e mezzo fa dall’amministrazione di Chiara Appendino e dall’allora assessore all’Innovazione Paola Pisano, oggi ministro.

«Oggi abbiamo le prime ricadute a terra perché testiamo una tecnologia a servizio dei cittadini. Si tratta di test – spiega la sindaca Chiara Appendino – che vogliono incidere su nuova mobilità, sostenibile e interconnessa. Nel progetto coinvolgeremo anche un gruppo di cittadini percettori del reddito di cittadinanza che formeremo su queste nuove tecnologie».

L’obiettivo dunque è testare un veicolo senza pilota e sviluppare, come sottolinea il ministro Pisano, una vera e propria piattaforma che possa coinvolgere attori privati e pubblici attrarre nuovi protagonisti come le start up innovative. «Questo progetto serve a sviluppare un nuovo use case e nuove competenze. Olli è una piattaforma che abilita l’innovazione e le tecnologie connesse» sottolinea Pisano.

Olli è dotato di sensori, in grado di intercettare pedoni o ostacoli intorno al veicolo, di sistemi radar, di una videocamera ottica e di due antenne Gps. Pesa oltre 2mila chili, ha una capacità di carico fino a 907 chili e un telaio interamente stampato in 3D con polimeri compositi e alluminio. Fanno parte del progetto anche l’Università di Torino, Iren, Cir e Nuova Benese.

In fatto di guida autonoma pesano temi come la nuova regolamentazione, tutta da sviluppare, la sicurezza e i nuovi modelli di copertura del rischio. Parte del progetto in sperimentazione a Torino è Reale Mutua che, oltre a essere main sponsor, sta lavorando allo sviluppo di nuovi servizi e coperture assicurative per la mobilità del futuro. «Assistiamo ad una rivoluzione dei modelli di mobilità, che diventa sempre più condivisa e assistita, serve in parallelo un lavoro per adattare l’offerta assicurativa a nuove esigenze» spiega Gialunca Lorenzi, responsabile del Lab 1828 che si occupa di innovazione.

Per approfondire:
Come saranno le smart city tra 5G e mobilità elettrica
Mobilità sempre più elettrica: ecco come saranno riutilizzate le batterie dismesse
Auto elettriche: i modelli e le tecnologie

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti