Atp Finals

A Torino la finale Medvedev-Zverev decreterà il Maestro 2021

Nelle semifinali il tedesco ha vinto con il numero uno del mondo, Novak Djokovic, in tre combattutissimi set; più semplice la gara del russo, secondo nel ranking mondiale, con il norvegese Casper Ruud

di Eliana Di Caro

Alexander (Sascha) Zverev e Daniil Medvedev

3' di lettura

E così la sfida per diventare “Maestro” del tennis 2021, oggi alle 17, sarà tra il numero due del mondo, Daniil Medvedev, e il numero 3, Alexander (Sascha) Zverev: questo il verdetto delle semifinali delle Nitto Atp Finals a Torino, l'ultimo torneo dell'anno, il più importante dopo i quattro del Grande Slam.

Non c'è stato niente da fare, ieri sera, per Nole Djokovic, in testa al ranking mondiale: ha dovuto cedere di fronte a uno Zverev in stato di grazia per 7-6, 4-6, 6-3. Classe 1997, campione olimpico a Tokyo, due Master 1000 all'attivo quest'anno (Madrid e Cincinnati), già vincitore delle Finals nel 2018 (proprio a spese del serbo), Zverev ha giocato una partita superba, sorretto dal suo gran servizio (71% di prime palle, 62% di punti vincenti sulla seconda rispetto al 40% dell'avversario). Nel primo set Nole, esattamente dieci anni più vecchio del tedesco, reduce da un girone in cui aveva liquidato in tutta tranquillità i suoi avversari (Casper Ruud, Andrey Rublev e Cameron Norrie), ha un set point sul 5-4 ma non può avere rimpianti perché Zverev piazza un servizio vincente; sul 5 pari annulla due palle break, poi nel tie break un doppio fallo apre la strada a Sascha che chiude 7-4. Nel secondo set, in un match sempre equilibratissimo, sul 4 pari il serbo strappa il servizio a Zverev e chiude al quinto set point. In apertura del terzo set il tedesco va sotto 0-30 ma è lui a fare il break sul 2 a 1, approfittando di inusuali errori di Nole che butta fuori il dritto, e va a vincere in sicurezza 6-3. Dopo due ore e mezza di scambi tirati e qualche incursione a rete di Djokovic (bellissime due sue demi-volée), il risultato ci sta, Zverev è sembrato più solido sui suoi turni di battuta e ha fatto… il Djokovic della situazione, difendendo da una parte all'altra del campo fino all'errore dell'avversario.

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D'altronde il tedesco, sin dall'esordio qui a Torino con lo sfortunato Matteo Berrettini, aveva mostrato di essere in forma. La battaglia di qualche giorno fa con Medvedev nel girone, finita al terzo 8-6 al tie break, si riproporrà nella finale di oggi.

Per il russo, 25 anni compiuti a febbraio e vincitore delle Finals 2020, la semifinale è stata molto più semplice: in due set (6-4, 6-2) ha avuto ragione di Ruud, anche questa volta sostenuto dal pubblico che l'aveva accompagnato nella sfida decisiva del suo girone contro Rublev. Il 23enne norvegese, però, non è mai apparso in grado di impensierire l'avversario, ha provato a variare il gioco con delle smorzate che in qualche caso hanno pagato, ma il ritmo martellante del numero 2 del mondo (il quale sul 2-1 a proprio favore già portava a casa il primo break assicurandosi il primo set, come sul 3-2 nel secondo) aveva la meglio. Resta per Ruud l'ottima prova in questa settimana torinese, da numero 8, e nel corso di un anno in cui ha vinto cinque tornei.

Oggi la sfida, in diretta su Sky e Rai 2, promette di essere entusiasmante quanto aperta. Negli ultimi cinque scontri diretti ha vinto il russo, l'ultima vittoria di Zverev risale proprio alle Finals del 2019.

Poi lo sguardo corre già a Melbourne per gli Australian Open di gennaio, dove è stata confermata la richiesta di vaccino obbligatorio per giocare. Djokovic, come è noto, ha sempre contestato questa misura ma ieri non ha escluso la sua partecipazione.
Prima, però, c'è un altro appuntamento importante, quello con la Coppa Davis. L'Italia giocherà, sempre a Torino, contro Stati Uniti e Colombia, venerdì 26 novembre e sabato 27. Senza Berrettini, purtroppo, dopo l'infortunio agli addominali, al cui posto è stato convocato Simone Bolelli. E con ancora negli occhi la splendida prova di Jannik Sinner al Pala Alpitour contro Hurkacz e soprattutto contro Medvedev… tifosi in visibilio come non si vedeva da tempo.

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