industria

A Torino sorgerà la Cittadella dell’aerospazio di Leonardo e Politecnico

Il progetto di rigenerazione urbana e rilancio industriale da circa 100 milioni, nell’area tra corso Marche e corso Francia, sarà finanziato da Regione e Politecnico. L’anno prossimo la prima pietra, entro tre anni la fine dei lavori

di Filomena Greco


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3' di lettura

A Torino la Cittadella dell'aerospazio voluta da Leonardo e dal Politecnico
Sorgerà nell'area compresa tra corso Marche e corso Francia, con un parco aperto alla città e spazi dedicati alla formazione, alle pmi, alle startup e al trasferimento tecnologico.

Il progetto da circa 100 milioni sarà finanziato da Regione e Politecnico, l'anno prossimo la prima pietra, entro tre anni la fine dei lavori

Un progetto di rigenerazione urbana e rilancio industriale, nell'area fino a qualche decennio fa occupata da Airitali, a ridosso del centro ricerca di Leonardo, dello stabilimento dove Thales Alenia Space costruisce i moduli abitativi per la stazione spaziale internazionale e dei laboratori Altec che si preparano a seguire le operazioni del rover della missione Exomars, a Torino.

La cittadella dell'aerospazio presentata dal rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco e dal ceo di Leonardo Alessandro Profumo promette di diventare driver del futuro sviluppo industriale della città. La formula guarda a esperienze simili realizzate in Europa: uno spazio dedicato alla formazione universitaria e ai percorsi Its, accanto ai laboratori di ricerca applicata, agli spazi destinati alle Pmi del settore e alle start up, accanto ad un'area parco aperta alla cittàper un totale di circa 160mila metri quadri.

La trattativa con Leonardo per la cessione, a titolo gratuito e per trent'anni, dell'intera area è in fase avanzata. Il business plan descrive un intervento con costi compresi tra i 50 milioni, per la realizzazione delle opere murarie, e i 100 milioni compresi gli allestimenti.

«L'iter partirà l'anno prossimo, quando prevediamo di posare la prima pietra, i tempi di realizzazione sono di circa tre anni» sintetizza il rettore che insieme alla Regione Piemonte è tra i finanziatori del progetto.
La sfida, racconta l'amministratore delegato di Leonardo, «è quella di creare un ecosistema favorevole alla crescita industriale, all'innovazione e alla ricerca, che sia in grado di allargare e accelerare il trasferimento tecnologico nel distretto dell'aerospazio piemontese, migliorandone il posizionamento internazionale».

Una industry che conta 14mila addetti, con Leonardo - 4mila addetti tra Torino, Caselle e Cameri - che rappresenta il 25 per cento del valore aggiunto prodotto dall'industria hi-tec della regione, con acquisti fatti dai fornitori locali per 400 milioni l'anno. «Da Caselle uscirà il primo Eurofighter della flotta dei 28 ordinata dal Kuwait - ricorda Profumo - mentre a Cameri lavoriamo sul programma degli F35».

Sarà la Regione guidata da Alberto Cirio a sostenere economicamente buona parte del progetto, a partire dai 30 milioni già stanziati dalla precedente Giunta Chiamparino e dalle risorse messe a disposizione dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per i progetti dell' «area di crisi complessa» riconvertita in «area di sviluppo complesso». In totale 50 milioni che potrebbero arrivare da Roma e che la Regione raddoppierà grazie a risorse da reperire in Europa.

«A questo punto - sottolinea Cirio - bisogna accelerare la fase operativa e sollecitare l'Esecutivo che non ha ancora assegnato le risorse». Anche perché il progetto della Cittadella dell'aerospazio è in corsa per l'assegnazione di risorse pubbliche accanto al piano per il Manifacturing and Technology center da realizzare con gli industriali a Mirafiori.

Lo sviluppo dei velivoli senza pilota, dei sistemi di manutenzione predittiva attraverso l'utilizzo dei big data, le competenze sui motori ibridi, lo studio delle condizioni psico-fisiche dei piloti: sono alcune delle linee di ricerca applicata che guideranno il lavoro della futura Cittadella dell'aerospazio di Torino.

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