RIQUALIFICAZIONE

A Torino taglia il nastro il «nuovo» Lingotto

Aprono al pubblico da oggi le superfici riqualificate del Padiglione V del Centro Commerciale Lingotto: 8mila metri quadrati con nuovi spazi di qualità per shopping e relax. Il progetto è firmato da Lombardini 22, mentre 8Gallery e Pradera sono titolari dell’investimento da 20 milioni

di Maria Chiara Voci

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Aprono al pubblico da oggi le superfici riqualificate del Padiglione V del Centro Commerciale Lingotto: 8mila metri quadrati con nuovi spazi di qualità per shopping e relax. Il progetto è firmato da Lombardini 22, mentre 8Gallery e Pradera sono titolari dell’investimento da 20 milioni


3' di lettura

In un periodo di restrizioni, chiusure e recessione economica, il taglio del nastro del nuovo Centro Commerciale di Lingotto a Torino assume una valenza simbolica che va ben oltre il consueto progetto di restyling e rilancio di un immobile storico. Anche (e non solo) perché l’intervento, annunciato un anno fa, si è sviluppato senza interruzioni (oltre quelle obbligate dalla pandemia) in piena emergenza coronavirus.
Da oggi la ex fabbrica delle auto Fiat si mostra con un nuovo aspetto.

Il restyling del Lingotto

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Il progetto di ripensamento dello spazio è firmato da L22 Retail, brand del Gruppo Lombardini22, coadiuvato da Studio Rolla per lo sviluppo urbanistico ed edilizio mentre il cantiere è stato realizzato dall'impresa Costruzioni Generali Gilardi.
«Un luogo storico per la città che ha l’ambizione di diventare una nuova e importante centralità urbana più di quanto non sia accaduto nel passato – spiega Roberto Limetti, Managing Director di Pradera, titolare insieme a 8Gallery Immobiliare dell’investimento che vale oltre 20 milioni –. Occorreva ripensare allo spazio shopping e tempo libero proprio per dare spessore a un edificio che è già conosciuto in tutto il mondo non solo per la sua storia industriale, ma anche per il recupero firmato da Renzo Piano e per la presenza di elementi iconici come la pista auto e la sala riunioni a bolla sul tetto».

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La riapertura delle superfici ristrutturate (ampliate di 8mila metri quadrati, il 35% della superficie totale) è, del resto, solo un primo tassello di un programma più ampio di restyling. Già ad aprile, con la bella stagione e con l’augurio di essere fuori dall’emergenza Covid, è prevista l’inaugurazione della nuova food court che si estenderà fino a comprendere anche gli spazi esterni al severo volume dell’ex fabbrica liberty, con l'idea di regalare alla città un nuovo luogo di incontro permeabile nel rapporto outdoor e indoor. Tutto con un affaccio diretto anche verso Eataly e il nuovo centro commerciale sostenibile di Green Pea, idea innovativa di Oscar Farinetti, pronto ad aprire le sue porte al pubblico. Fra i punti focali dell'intervento, spicca la valorizzazione conservativa di molti elementi originali dell’edificio.

Impianti e travi a vista, illuminazione, trattamento delle pavimentazioni: tutto contribuisce all’esaltazione dello spirito industriale del luogo. Nel “nuovo” Lingotto è stato ricreato un genuino pezzo di città, pulsante, vitale, poliedrico. Gli spazi commerciali sono stati ridistribuiti per creare un percorso unitario che, partendo dal rinnovato ingresso nord, collega tutti i cortili della galleria commerciale al primo piano, per poi scendere al piano terra negli spazi del Padiglione V, la parte sud dell'edificio Lingotto in precedenza adibita a fiera che oggi è diventata una nuova piazza coperta, ricca di negozi e spazi per momenti di incontro e condivisione. L’annessione del Padiglione V è stata possibile grazie a un collegamento di 40 metri realizzato sezionando 28 travi in acciaio lunghe 35 metri. Il grande e scenografico foro di 550 metri quadrati di collegamento tra il piano terra e il primo piano per un’altezza totale di 12 metri è stato l'intervento più significativo dell'ampia opera di ristrutturazione degli spazi.

Ora l'offerta aggiuntiva è declinata su due livelli ed è facilmente accessibile grazie ai due nuovi ingressi dedicati al piano strada e agli ascensori panoramici. Il progetto di restyling si è concretizzato poi con il potenziamento del sistema di accessi al centro commerciale reso più identitario e riconoscibile. «L’estensione della galleria commerciale ha consentito di arricchire anche la presenza di negozi e l'offerta merceologica con una ricaduta diretta che ha creato 200 nuovi posti di lavoro. Il tutto sarà accompagnato da un riposizionamento del marchio. «La chiave di lettura per tutto l'intervento è la qualità, dal punto di vista urbano e sociale – grazie alla rigenerazione di parte dell'edificio storico Lingotto – e dal punto di vista dell’interazione tra le persone e lo spazio», spiega Adolfo Suarez, director L22 Retail, spiega che l’intero progetto è concertato per una “razionalizzazione della logica commerciale dell'immobile, con gli obiettivi di riscaldare e potenziare tutte le aree del centro e di ottimizzare la passeggiata al suo interno, utilizzando la totalità degli spazi.

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