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A Trento la raccolta differenzia è anche sinonimo di moda di frontiera

Un negozio di ricerca dove trovare capi con influenze del Nord Est, dal minimal tirolese ai caban veneziani. Ma anche una selezione di pezzi dell'estremo Oriente

di Lisa Corva

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Un negozio di ricerca dove trovare capi con influenze del Nord Est, dal minimal tirolese ai caban veneziani. Ma anche una selezione di pezzi dell'estremo Oriente


2' di lettura

Dentro un bel palazzo di fine Trecento – il primo municipio di Trento – in pieno centro, ma appartato e quasi nascosto, si scopre, scendendo pochi gradini, un grande negozio di moda, piacevolezza e ricerca. L'ha aperto Luigi Andreis nel 1999 (proprio a ottobre, quindi piccolo anniversario), con un nome particolare: Raccolta Differenziata (Instagram: @raccolta_differenziata).

Lo spiega così: «Raccolta Differenziata è un cammino, una crescita personale e non solo lavorativa, un percorso di conoscenza del bello. Quindi una raccolta di prodotti ed esperienze umane e professionali».

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Come scegliere le collezioni? «Ho sempre pensato che la moda, in realtà, la faccia il cliente che compra da me. Le giacche, gli abiti, tutti i capi sono aggiornati, contemporanei, certo, ma devono anche saper interpretare il passato, in particolare la moda dagli anni Venti ai Sessanta. Il tessuto è importante. Non seguo necessariamente le tendenze, ma raccolgo – da qui il nome, raccolta differenziata – quello che fa bene a me e ai miei clienti». Un lavoro attento, da 20 anni. «I risultati non sarebbero stati raggiunti senza mia sorella Maria Teresa, che lavora con me da sempre».

I brand su cui Andreis punta per l'inverno hanno il fascino della prossimità. «Mi piace fare ricerca di marchi che nascono vicino a me, nel Nord Est. Ad esempio Barena, per le giacche e i caban». Una curiosità: Barena (giacche da 450 euro, caban da 700), firmata dai designer Francesca Zara e Massimo Pigozzo, è veneziana anche nel nome. Le barene sono, infatti, i terreni di forma tabulare tipici della laguna, periodicamente sommersi dalle maree.

«1ST PAT-RN (giacche da 500 euro, gilet da 300, pantaloni da 300), invece, è un marchio che nasce a Treviso. Trovo comodissime le loro giacche per uomo e donna, da viaggio, eleganti, ma perfette per il quotidiano. E con molte tasche». Il nome 1ST PAT-RN sta per “first pattern”, l'etichetta che i creatori, Cristiano Berto e Silvia Piccin, hanno trovato in una vecchia camicia militare.

«Mi piace anche The Gigi, che nasce a Milano, Massimo Alba, le camicie napoletane da uomo di Finamore e Salvatore Piccolo (da 250 euro), le maglie fatte in Toscana da GRP e Bergfabel». Bergfabel (abiti e capispalla da 1.000 euro), tradotto dal tedesco, vuol dire “la favola della montagna”, perché il fondatore, Klaus Plank, ha origini tirolesi e i suoi abiti e giacche, da uomo e donna, semplici e minimal, sono estremamente curati, nei tessuti, nel taglio e in un dettaglio profumato. In ogni tasca, infatti, si trova un sacchetto di lavanda che viene dal giardino di sua madre. Poi c'è Marimekko, il brand finlandese che Andreis predilige per i tessuti della casa e gli abiti da donna.

«Sempre per il mondo femminile, dall'India, scelgo i ricami di Pero (abiti da 700 euro, cappotti da 1.000) e, dal Giappone, Antipast per le mini-calze colorate (da 38 euro)». Tra tutto quello che ha selezionato per il negozio, Andreis ha, comunque, uno stilista preferito. «Non ho dubbi: Dries Van Noten, è straordinario». Uscendo dalla boutique, il suo luogo del cuore di Trento è verde: «Il giardino di San Marco».

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