INNOVAZIONE e ambiente

A Treviso l’impianto «green» che dà una seconda vita ai pannolini per bimbi

di Barbara Ganz

(© SCIENCE PHOTO LIBRARY)

2' di lettura

Un milione di tonnellate di pannolini all’anno usati in Italia – da bambini, donne, anziani – finora indirizzati a inceneritori o discariche. Un progetto unico nel suo genere in Italia ed Europa trasforma il rifiuto in materie prime secondarie: ieri, nella sede di Contarina a Lovadina di Spresiano (Treviso), il taglio del nastro del primo impianto su scala industriale, 100% tecnologia made in Italy pronta a essere esportata. «Una rivoluzione – spiega Franco Zanatta, presidente di Contarina, società pubblica che gestisce i servizi ambientali per 50 comuni del Trevigiano –. Per la prima volta un’azienda si occupa del fine vita dei propri prodotti, nel segno dell’economia circolare».

Fater è una azienda italiana con base a Pescara, joint venture paritetica fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini (che si alternano al vertice); produce e distribuisce in 39 Paesi, nei mercati dell’Europa Centrale, Occidentale e Orientale, Medio Oriente e Africa, i prodotti a marchio Ace Neoblanc e Comet, e per l’Italia produce e commercializza con marchio Pampers, Lines, Lines Specialist, Tampax.

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Gli stabilimenti di produzione sono a Pescara e Campochiaro (Cb), all’estero in Portogallo, a Porto, e in Marocco. «Cercavamo un partner per gestire logistica e trasformazione – spiega Roberto Marinucci, vicepresidente P&G –. A Contarina siamo arrivati grazie all’eccellenza loro riconosciuta nel settore».

I pannolini vengono raccolti dai contenitori posti in case di riposo e ospedali, ma anche dalle famiglie con bambini: il processo completamente automatizzato in tre fasi prevede che vengano scaricati su nastro trasportatore e messi sotto pressione per contenere gli odori. Segue la sanificazione che elimina la carica batterica, poi essiccazione e smistamento. Da ogni tonnellata di rifiuto si ottengono, eliminata l’umidità, 150 chili di cellulosa, 75 di plastica e altrettanti di polimero super assorbente. Da questi si producono infiniti altri prodotti, dal packaging per nuovi pannolini alle grucce per armadi, mentre per il polimero si studiano applicazioni anche in agricoltura, per trattenere l’acqua vicino alle colture.

L’impianto «si regge economicamente», precisa Giovanni Teodorani Fabbri, al vertice della Business unit di Fater per il riciclo: «Puntiamo all’industrializzazione del nostro processo di riciclo entro il 2018 e a breve installeremo un impianto con ulteriori innovazioni in Olanda». La tecnologia è pensata per essere replicata nei centri di trattamento rifiuti di province e città, senza dover provvedere a nuove strutture di impatto elevato. Il progetto Fater sarà sostenuto a livello mondiale da P&G,«in piena sintonia con la visione della multinazionale di coniugare crescita economica e attenzione all’ambiente attraverso iniziative e prodotti che migliorano la qualità della vita delle persone e del pianeta».

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