musica dal vivo

A tutto jazz con Larry Goldings e gli Incognito

di Francesco Prisco

Goldings Bernstein Stewart Trio

2' di lettura

La settimana della musica dal vivo ha i colori del jazz. Innanzitutto grazie a «Ferrara Jazz», il festival permanente del Jazz Club del Torrione San Giovanni che riparte dopo la pausa delle festività con tre appuntamenti di livello internazionale.
Apertura delle danze venerdì 20 gennaio con il Goldings, Bernstein, Stewart Trio, longevo e inossidabile sodalizio tra tre dei più apprezzati musicisti della scena statunitense pronto a restituire groove, ricchezza sonora e interplay tipici dei grandi trii organistici. Ogni volta che Larry Goldings, maestro dell'organo, il chitarrista Larry Bernstein e il batterista Bill Stewart (le cui collaborazioni più rilevanti vanno da Sonny Rollins, a John Scofield e James Taylor) incrociano le proprie strade riescono a esemplificare ciò che significa suonare jazz con personalità e originalità pur rimanendo nel solco della tradizione.

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Sabato 21 gennaio sarà la volta del progetto «Sun of Goldfinger», grande ritorno di uno dei più rivoluzionari chitarristi della storia del jazz degli ultimi trent'anni: David Torn. Un personaggio difficile da collocare, per l'incessante e vulcanica vena creativa che lo conduce da sempre a realizzare, instancabilmente, nuovi progetti musicali, colonne sonore per cinema e videogame, loop e sample per software musicali. Non c'è quindi da stupirsi che i suoi compagni di viaggio siano gli eretici Tim Berne (sax alto) e Ches Smith (batteria). Sabato 28 gennaio, invece, sarà la volta del Dave King Trio che al virtuoso della batteria già membro dei Bad Plus affianca Bill Carrothers (piano) e Billy Peterson.

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A Milano il Blue Note propone due doppi appuntamento, venerdì 20 e sabato 21 gennaio, con gli Incognito, band britannica che dal 1979 è sinonimo di quel mix tra soul, funk e jazz che per convenzione etichettiamo come acid jazz. Dietro la guida del carismatico Jean-Paul «Bluey» Maunick (chitarrista, anima e mente del gruppo) hanno pubblicato, in oltre 30 anni di carriera, 15 album in studio e hanno visto alternarsi negli anni decine e decine di musicisti e cantanti, sempre di altissimo valore tecnico; il tutto mantenendo fede alla loro idea musicale, ovvero quella di un sound non solo da ballare ma anche da ascoltare, che potesse conciliare la raffinatezza del jazz con il calore e la sensualità sonora di soul e funk. Musica coinvolgente, arrangiamenti ineccepibili ricchi di fiati e percussioni, per un groove irresistibile sempre più orientato al contemporary R&B.

Ce n'è comunque anche per gli appassionati di hard & heavy. Mercoledì 25 gennaio, per esempio, al Live Club di Trezzo d'Adda (Milano) arrivano gli Accept, band tedesca attiva dagli anni Settanta che è stata fondamentale per la definizione stessa del genere. Stessa cornice, giovedì 26, per i Suicidal Tendencies, storica formazione della scena hardcore californiana reduce dalla pubblicazione dell'album «World Gone Mad» (2016).

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