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A Del Vecchio il 9,88% di Mediobanca. Ecco cosa succede in Piazzetta Cuccia

I numeri ufficiali confermano che è Leonardo Del Vecchio con la sua Delfin il primo azionista dell'istituto guidato da Alberto Nagel. Dietro Delfin c'è il finanziere bretone Vincent Bolloré con il 6,7%, osservatore attento ma formalmente non coinvolto in questa partita


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Leonardo Del Vecchio

2' di lettura

Leonardo Del Vecchio ha il 9,889% del capitale di Mediobanca. L'ufficialità attesa dopo l’uscita di UniCredit dall’azionariato di Piazzetta Cuccia, arriva dalle comunicazioni alla Consob sulle partecipazioni rilevanti, che, alla vigilia della presentazione del nuovo piano, confermano la salita dell'imprenditore a ridosso della quota del 10% di Piazzetta Cuccia lo scorso 6 novembre, giorno in cui UniCredit ha completato l'uscita dal capitale con un accelerated bookbuilding.

La partecipazione è così suddivisa: il 9,371% è in mano a Delfin, lo 0,203% è controllato da Aterno e lo 0,316% da Dfr Investment. Parallelamente, UniCredit è passato dal precedente 8,848% allo 0,258%. La partecipazione residua, ha precisato a Consob l'istituto guidato da Jean Pierre Mustier, è detenuta dalla controllata UniCredit Bank Ag «a titolo di negoziazione a breve termine».

I numeri ufficiali, insomma, confermano che è Leonardo Del Vecchio con la sua Delfin il primo azionista dell'istituto guidato da Alberto Nagel. Dietro Delfin c'è il finanziere bretone Vincent Bolloré con il 6,7%, osservatore attento ma formalmente non coinvolto in questa partita, e sullo sfondo un patto di consultazione oggi ancor più leggero dopo l'uscita dell'istituto di Gae Aulenti e pari al 12% circa del capitale della banca milanese.

Gli acquisti di titoli Mediobanca, secondo indiscrezioni, sono stati effettuati in questi mesi principalmente dalla banca francese Natixis, con le azioni che sarebbero custodite in parte nella finanziaria lussemburghese e per il resto in due veicoli che fanno capo alla stessa Delfin, Aterno e DFR investment, interamente controllati dalla holding. Delfin snodo dei nuovi equilibri.

A distanza di quasi due mesi dall'ingresso in Piazzetta Cuccia di Delfin, dunque, lo scenario di partenza in cui si è inserito a sorpresa Del Vecchio sembra giocare a suo favore. L'obiettivo era ed è tutt'ora quello di diventare il principale socio “italiano” della banca di Nagel. Non a caso, si racconta, una delle valutazioni tattiche fatte nell'entourage di Delfin prima di decidere di entrare in Mediobanca, era la constatazione di un “vuoto di potere” nel capitale di Piazzetta Cuccia. Mediobanca non aveva azionisti forti e quei pochi che aveva, Vincent Bolloré e UniCredit, erano in uscita o avevano altro a cui pensare.

In uno scenario che vede il rinnovo del board di Piazzetta Cuccia a fine 2020 e in un libro soci sempre più vicino a quello di una public company, quel 10% di Del Vecchio ha un peso molto più alto di quello effettivo e fa del patron di Luxottica un interlocutore che non si può ignorare in tema di nomine e strategie. Al momento Del Vecchio non ha rappresentanti in cda. Ma è altrettanto vero che nel cda di Mediobanca, si fa notare, siede Elisabetta Magistretti, in quota UniCredit, e la stessa è presente nel consiglio di amministrazione di Luxottica dal 2012.

Del Vecchio, secondo alcuni osservatori, sembra dunque candidarsi a diventare potenzialmente il perno di un nuovo nocciolo duro di azionisti in Mediobanca, azionisti “italiani” prima di tutto, e pronti a sostenere Piazzetta Cuccia, ma soprattutto la partecipata Generali, di cui Mediobanca ha il 13% e lo stesso Del Vecchio ha una quota diretta del 5 per cento. (R.Fi.)

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